“Sì alle primarie, ma senza ossessioni”

SARA STRIPPOLI – Repubblica

«Sì alle primarie, purché non siano un feticcio». All´assemblea regionale del partito sotto il tendone di piazza Castello, il segretario regionale del Pd Gianfranco Morgando apre alle primarie di coalizione per le amministrative del 2011: «Come potrebbe pensarla diversamente Bersani? Sta nello Statuto del Pd», chiarisce a margine, quando i promotori della raccolta di firme annunciano di aver superato quota mille. «Le primarie sono la strada che il Pd ha scelto – dice Morgando nel suo intervento – e non possiamo rimetterla in discussione». Unica condizione: che non siano invocate come un feticcio. E spiega: «Non dobbiamo rinunciare all´esercizio della responsabilità politica di ricercare soluzioni condivise». Davanti alla grigliata mista di fine lavori, il segretario regionale fa un passo ulteriore e accoglie l´invito del sindaco di Settimo Aldo Corgiat e dell´onorevole Stefano Esposito: «Per evitare balletti fissiamo subito una data fra dicembre e gennaio», è l´appello al quale Esposito aggiunge un secondo richiamo: «Gli aspiranti candidati si manifestino». «Fissiamo pure la data», ribatte Morgando lasciando però intendere che se in autunno dovesse arrivare un accordo sul nome del candidato del centrosinistra i fan delle primarie farebbero bene a non accanirsi.

Inevitabile dunque che sia questo il tema che monopolizza commenti e punzecchiature laterali in assemblea: «Semmai la raccolta di firme dovrebbero farla quelli che le primarie non le vogliono», dice Roberto Tricarico, che non nasconde le sue aspirazioni, annuncia che non intende tornare all´assessorato alla casa neppure in caso di vittoria del centrosinistra e avverte sul rischio che alla fine la scelta del candidato per Torino arrivi da Roma «un nome scritto sulle tovagliette della trattoria di Trastevere». Difficile fare l´elenco degli aspiranti sindaci. Sul palco accanto al segretario siede Andrea Giorgis. il quale ricorda che «in questi anni Chiamparino non ha amministrato da solo e quindi dopo di lui non c´è il vuoto come teorizza il sociologo Giuseppe Berta». In prima fila scalpita Davide Gariglio, l´unico a dire senza veli che intende partecipare al percorso delle primarie: «Non sono un amante delle primarie ma ritengo che siano il male minore rispetto all´ipotesi che alla fine le scelte si facciano con meccanismi non democratici». L´assessore comunale al Commercio Alessandro Altamura commenta con una punta di orgoglio: «In questi anni sono stato uno degli amministratori. Perché no?». In primo piano anche l´orgoglio dei politici di professione che si ribellano all´innamoramento del partito per i nomi eccellenti della società civile: «Il mio curriculum e quello di Piero Buffa si assomigliano molto, io però da anni faccio anche politica. Devo considerarla una colpa?», dice Corgiat. Mentre Stefano Esposito provoca: «Ma qualcuno ha chiesto a Profumo e a Buffa, due ottimi nomi, se si vogliono candidare?».

Il 13 settembre, a festa finita, la partita entrerà nel vivo. Primarie in primo piano, accanto al tema fondamentale delle alleanze: «È evidente che lo schema utilizzato per le regionali per quanto vincente, non è più riproducibile – dice Morgando -. Ha dimostrato di non essere in grado di incidere sui due fenomeni che hanno determinato la nostra sconfitta: Grillini e crescita dell´astensionismo. Serve una coalizione più ampia, con una convergenza su un programma definito».