Bonsignore nuovo leader dei No Tav

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Il re è nudo. E come nella favola di Andersen, anche stavolta è un personaggio laterale, ma nient’affatto minore, a spiattellare l’amara verità. Quella che avrebbe dovuto essere una rutinaria riunione tra le istituzioni politiche e amministrative e la rappresentanza degli imprenditori piemontesi, chiamati a recitare il consunto copione del confronto sulle grandi opere, si è trasformata nella ribalta di un clamoroso colpo di scena. Vito Bonsignore ha dato il giro al tavolo e, lasciando di stucco tutti i partecipanti, ha rotto il tabù Tav, l’infrastruttura totem, oggetto della più gigantesca mistificazione politico-ideologica degli ultimi decenni.

«La linea Torino-Lione, così come ci viene proposta, non ha più ragione di essere realizzata. Si è sprecato troppo tempo e si rischia di sperperare troppo denaro per un’opera che servirà prevalentemente al trasporto passeggeri. A questo punto meglio puntare su altri tragitti». Le parole del vicepresidente dei Popolari al Parlamento Europeo hanno avuto un effetto dinamitardo, suscitando le reazioni di Stefano Esposito (Pd) e del compagno di partito Osvaldo Napoli. «Partendo da argomentazioni completamente differenti – ha precisato l’ex luogotenente andreottiano -, la conclusione è paradossalmente analoga a quella di chi per anni si è opposto a questo progetto». Quindi, meglio lasciar perdere.

Secondo Bonsignore «l’imbarazzante e imperdonabile ritardo su un grande progetto infrastrutturale, che aveva l’ambizione di collegare l’Europa occidentale con la parte orientale, attraverso la Val Susa e Lione, ha semplicemente provocato l’emarginazione di Torino dal fulcro dello sviluppo economico-industriale europeo». Parte del territorio piemontese ha, infatti, il vantaggio di essere situato sia sull’arco logistico sia su quello del consumo e della produzione, privilegio che però «a Torino – ha argomentato – non è stato considerato abbastanza. Tra tentativi di dialogo e falliti compromessi, la nostra città ha perso l’ennesima occasione di sviluppo industriale e il resto della regione rischia la stessa fine». Un concetto ripreso nel comunicato diffuso nel primo pomeriggio: «La realizzazione della linea Torino-Lione (ammesso che si trovi un accordo duraturo su tracciati e tempi) «arriverà clamorosamente in ritardo rispetto allo sviluppo logistico del resto d’Europa, avrà costi elevatissimi (che il nostro Paese non può permettersi di sostenere) e servirà solo al trasporto dei passeggeri».

E se Enzo Ghigo nella sua fugace apparizione non ha avuto di meglio da proporre che un ennesimo convegno, Esposito si è fatto carico di presentare una mozione bipartisan, da far discutere nelle commissioni competenti di Camera e Senato, sulle opere di compensazione per i territori coinvolti nella realizzazione della infrastruttura.