Pronta una mozione il governo si pronunci

Sara Strippoli – Repubblica

Stefano Esposito, lei poi propone una mozione parlamentare bipartisan. Non crede che l´esperienza del Convegno Sì Tav abbia già dimostrato che il centrodestra non ci sta?

«Mi pare l´unica concreta iniziativa per far ripartire l´attenzione nei confronti della Tav. Una mozione dei parlamentari piemontesi va in aula e il governo deve esprimersi. Avremo dunque la possibilità di verificare se quello del governo è il pensiero di Vito Bonsignore o quello di Enzo Ghigo».

La sua idea però viene subito bocciata da Agostino Ghiglia che consiglia al Pd di guardare alla posizione di Plano e dei sindaci del Pd. Ha forse sbagliato l´interlocutore nel centrodestra?

«Mi sono rivolto a lui perché è in commissione infrastrutture, ma mi rivolgo ovviamente a tutti. Ghiglia pensa di essere ancora nel fronte della gioventù e presenta motivazioni di basso livello. Potrei chiedergli allora perché il Pdl non chiede l´uscita di Bonsignore come lui chiede la sfiducia di Plano, ma lascio perdere. Credo invece che questa iniziativa possa andare avanti e a proposito della sua domanda sull´esito del Convegno Sì Tav di Torino voglio sperare che le strumentalizzazioni politiche dell´epoca, alla vigilia del voto, non ci siano più».

Gianfranco Carbonato questa mattina ha detto di condividere questa sua idea, è così?

«È così infatti, mi sembra che sia stato chiaro. Invito dunque gli esponenti del centrodestra a non fare propaganda, io parlo di una mozione politica alla quale il governo deve dare una risposta e non di un convegno».

Come valuta le posizioni di oggi di Bonsignore?

«Io credo che Bonsignore sia un portatore non sano di interessi in questa vicenda e citerei Sitaf e l´autostrada Torino-Milano. Peraltro mi pare che ultimamente stia intervenendo pesantemente sull´individuazione del candidato del centrodestra, una conferma del fatto che la Tav sarà un tema strategico della prossima campagna elettorale per le amministrative, come sostengo da tempo. È per questo che ci vorrebbe qualche caffè in meno in piazza San Carlo per gli aspiranti candidati e qualche riflessione in più. E mi riferisco ovviamente anche al centrosinistra».