Tav, i soldi ci sono ma il Pdl si spacca “L’opera è inutile”

Maurizio Tropeano – LaStampa

Il governo risponde alle richieste degli industriali piemontesi che chiedono soldi e tempi certi per la Torino-Lione: «I finanziamenti per il nodo di Torino sono all’interno dell’allegato infrastrutture del Dpef», annuncia il sottosegretario ai Trasporti, Mino Giachino. Un anticipo di 20 milioni sui 200 che Palazzo Chigi dovrà tirare fuori. Ma il sorriso della presidente regionale di Confindustria, Mariella Enoc, dura poco. Durante la riunione emerge, per la prima volta, una spaccatura dentro il centrodestra. L’europarlamentare Vito Bonsignore boccia la Torino-Lione perché «così come ci viene proposta, non ha più ragione di essere realizzata». Si è sprecato troppo tempo e si rischia di sperperare troppo denaro per un’opera che servirà prevalentemente al trasporto passeggeri. Meglio puntare su altri tragitti».

Una dissociazione pubblica che fa sobbalzare Mariella Enoc e che Osvaldo Napoli, vice-capogruppo Pdl alla Camera, cerca subito di circoscrivere: «Si tratta di una posizione personale. Tutto il partito da sempre è schierato per la Tav e deve essere chiaro che se si cambia il progetto si affossa l’opera e di quel progetto fa parte anche il nodo di Orbassano». Poi nel pomeriggio arriva la presa di posizione del ministro, Altero Matteoli: «Le opinioni personali di Bonsignore non cambiano i programmi e gli impegni del governo».

L’intervento del ministro dovrebbe chiudere definitivamente una polemica che ha imbarazzato il centro-destra. Il Pdl, che fino ad oggi aveva sfruttato politicamente le divisioni del Pd alle prese con la linea No Tav di alcuni sindaci valsusini, adesso si trova alle prese con un dissenso interno esternato, per altro, di fronte ad una platea amica come quella degli industriali piemontesi.

Dissenso che oscura sia l’impegno del governo che quello del governatore Roberto Cota che si è detto disponibile a fare «da capofila di una squadra bipartisan per accorciare i tempi» e stanziare «i 10 milioni di competenza regionale». La parole del ministro però non sciolgono un dubbio: Bonsignore parla a titolo personale oppure anche per conto di quelle che il responsabile regionale del Pd per le infrastrutture, Daniele Borioli, chiama «gruppi di interessi trasversali interessati a non realizzare l’opera e che legittimamente cercano altri percorsi». Chi sono? Borioli punta il dito contro le Ferrovie: «Sarebbe interessante sapere se il gruppo Fs condivide la visione strategica della Torino-Lione. Non è un mistero che esiste una soluzione del corridoio 5 che taglia fuori Torino e si collega al Terzo Valico. Una posizione per altro già delineata dall’ex ministro Scajola».

Dubbi che tormentano anche gli industriali. E così si muove il sottosegretario Giachino: «Non ci sono alternative internazionali perché la Francia è interessata a potenziare il traffico merci sulla rotta Lione-Torino e non certo sulla Marsiglia-Ventimiglia». E l’assessore Bonino aggiunge: «Non c’è un solo atto amministrativo che autorizzi ad ipotizzare un disimpegno del governo o della Regione».

Poi tocca ai partiti. L’operazione «isolamento» viene decisa dopo un consulto telefonico tra Cota e i vertici del Pdl piemontese. Scendono in campo il coordinatore regionale Enzo Ghigo e il suo vice, Agostino Ghiglia: «Posizione del tutto personale che non può incidere su scelte che competono a Governo, Regione e Parlamento». Ed ecco Mario Carossa, capogruppo della Lega Nord in Regione: «Non comprendo quale strategia si nasconda dietro a queste dichiarazioni. Dire che la Tav non debba essere realizzata è una follia». Il centrodestra rilancia l’idea di Ghigo di realizzare a Torino gli stati generali europei della Tav. Muore sul nascere, invece, la proposta di Stefano Esposito (Pd) di una mozione bipartisan in Parlamento per impegnare il governo al rispetto degli impegni «a meno che il Pd – spiega Ghiglia – non sfiduci Plano».

Mariella Enoc prende atto delle «conferme arrivate dal governo, dalla Regione e dai parlamentari». Le parole di Bonsignore, però, hanno lasciato il segno e per questo Enoc «si aspetta che a breve arrivino i fatti».