Niente bandiere Pd ai cortei No Tav

MARIACHIARA GIACOSA

il partito democratico ha deciso: alla manifestazione dei sindaci in Val Susa, sabato 9 ottobre, non dovranno esserci bandiere, né simboli di partito. È l´esito della missione dell´inviato speciale del partito Luciano Marengo, che giovedì sera ha incontrato gli amministratori Pd della valle. Bandiere che non dovrebbero comparire nemmeno oggi alle 14.00, al parcheggio del Mulino a Rivalta da cui partirà la marcia No tav verso Rivoli. Un altro pomeriggio di protesta, ad appena due settimane dal corteo di Chiomonte, che apre un nuovo fronte del no alla linea. Questo anche se, formalmente, non si conoscono ancora i dettagli del progetto per la tratta in pianura: infatti Rfi, che ha curato la progettazione da Chiusa San Michele a Settimo, non ha ancora depositato le carte in attesa del via libera del tavolo politico.

Intanto è accordo tra Regione e Provincia sulla delegazione dei sindaci che andranno al tavolo politico con il Governo. I due presidenti Saitta e Cota ne hanno parlato ieri e hanno deciso che non si farà una delegazione, ma a Roma andranno tutti i 25 sindaci coinvolti dal progetto e la Comunità montana. «Ci pare utile, soprattutto in vista dei prossimi passi, che ci siano tutti: Borgaro che è coinvolto per 800 metri, così come Torino che lo è per 10 km» ha spiegato Saitta. «In questo modo diamo ai sindaci un´opportunità politica di discutere le criticità dell´opera e del progetto, dopo quella tecnica offerta dall´Osservatorio».

Sempre ieri è stata presentata la mozione parlamentare di Pd, Idv, Api e Moderati a sostegno della Torino-Lione. Il documento raccoglie l´appello, lanciato dagli industriali piemontesi pochi giorni fa, perché non si abbassi l´attenzione sulla Tav e si mantengano tutti gli impegni. La mozione sollecita lo stanziamento dei primi fondi per il nodo di Torino e quelli previsti dal piano strategico. Incalza il governo, per il rinnovo, entro la fine dell´anno, dell´accordo internazionale tra Italia e Francia, con la nuova ripartizione dei costi «C´è un po´ di rammarico – sottolinea il promotore dell´iniziativa, Stefano Esposito – perché in calce al documento non ci sono le firme dei partiti del centrodestra e dell´Udc che, ci hanno fatto sapere, presenteranno mozioni separate».