CULTURA: DOPO I SALOTTI, ORA DISCUTIAMO CON LE ASSOCIAZIONI CULTURALI.

Purtroppo la riunione organizzata ieri pomeriggio dalla responsabile cultura del PD del Piemonte Francesca Cilluffo conferma quanto vado dicendo da tempo, ovvero che qualcuno ha scambiato la cultura con il salotto di casa sua. Diverse realtà e associazioni culturali quest’oggi mi hanno chiesto le ragioni per cui non sono state invitate e, essendo stato anch’io escluso dal consesso, non sono stato in grado di spiegare loro i criteri sulla base dei quali sono stati fatti gli inviti. O, meglio, visto chi erano i blasonati commensali, i criteri sono fin troppo chiari.

Riconfermo quanto da me già detto: è giunto il momento di una seria e approfondita riflessione sull’utilizzo delle risorse pubbliche messe a disposizione di quell’ampio tessuto associativo culturale che svolge le sue attività tra mille ristrettezze e sulla necessità di una migliore capacità di fare impresa nell’ambito culturale.

Con malafede qualcuno ha voluto attribuire al mio pensiero un significato denigratorio ed offensivo nei confronti dei lavoratori di questo settore, quasi fossero ‘lavoratori di serie B’. Così non è, dal momento che ho sempre pensato che chi presta la propria attività professionale nella cultura e nello spettacolo debba essere difeso con la stessa determinazione rivolta ai lavoratori di altri settori. E credo che il modo migliore per farlo, oltre a contestare i vari ‘tagli’, stia nell’apportare correttivi a quanto di sbagliato è stato fatto nel passato o, comunque, nel correggere la rotta alla luce delle difficoltà economiche che gli enti locali si trovano a dover affrontare a fronte di bilanci sempre più ristretti.

Preso atto che di tali questioni non si può discutere nelle riunioni di salotto, convocherò un incontro con tutto quel mondo dell’associazionismo culturale interessato a discutere dei problemi da me sollevati.

Stefano Esposito

Deputato PD