Dopo Rockwood, Gm Un’altra intesa in bilico

Stefano Parola – Repubblica

Rockwood è fuggita, ma c’è un altro progetto di ricerca legato all’auto del futuro che ha subito una brusca frenata con il cambio di giunta. Si tratta del laboratorio per il diesel ibrido che General Motors avrebbe dovuto costruire all’interno del suo polo torinese. Doveva nascere una nuova società ad hoc, che avrebbe goduto delle agevolazioni prevista dal contratto di insediamento. Invece non se n’è fatto nulla. Raccontano da Gm che ora attendono “di sapere se la Regione farà la sua parte nel progetto oppure no”. Ma rassicurano: “Sul diesel elettrico andremo avanti in ogni caso, e lo faremo a Torino. Per noi la città rimane il luogo ideale in cui sviluppare questo tipo di innovazioni”.

Gli americani dell’auto, dunque, restano. Ma tra i rappresentanti dell’opposizione in Consiglio regionale resta l’amarezza per l’addio della multinazionale americana specializzata nelle batterie al litio. Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Aldo Reschigna, parla di “occasione mancata” e anche di un “triste presagio per il futuro”. E accusa: “La giunta dimostra quanto grande è la distanza tra le affermazioni di principio sul sostegno alla ricerca e all’insediamento di nuove aziende e la capacità di dare concretezza a questi impegni”.

Pure in corso Duca degli Abruzzi ci sono rimasti male. I ricercatori del Politecnico avevano lavorato a una polvere di litio-ferro-fosfato particolare, che consentiva di migliorare quelle batterie che saranno il cuore dell’auto elettrica del futuro e che la Rockwood aveva brevettato. Ora che l’accordo con la Regione è saltato, gli statunitensi andranno a sviluppare, e probabilmente anche a produrre, quella polvere in Germania, collaborando con l’Università di Munster.

Nei corridoi di corso Duca degli Abruzzi, l’addio della multinazionale non è una novità. Si è consumato nel giro di un paio di giorni. Il 13 settembre la giunta regionale doveva discutere il progetto presentato dall’ateneo torinese e invece, nonostante due giorni prima si fosse interessato lo stesso rettore Francesco Profumo, l’argomento non era neppure all’ordine del giorno. Così il giorno dopo Rockwood si è rivolta a Munster. Risultato: affare fatto, con i tedeschi che hanno messo sul piatto 10 milioni. Tanti quanti avrebbe dovuto sborsarne la Regione.

“Così sono andati in fumo 11 posti di lavoro previsti nella fase iniziale per costruire l’impianto pilota, più altri 200 che Rockwood avrebbe creato alla fine dei tre anni per mandare avanti lo stabilimento”, spiegano dal dipartimento di scienze dei materiali. Ma la cosa che più ha lasciato perplessi i ricercatori è l’atteggiamento dell’assessore Massimo Giordano. Che a maggio, durante la sua prima visita al Politecnico, disse: “Il primo progetto che porteremo avanti è quello legato a Rockwood. Con il presidente Cota abbiamo inviato una lettera alla multinazionale per dire che siamo fortemente interessati”. Salvo poi fare retromarcia.

Un pranzo di solidarietà per raccogliere fondi per i lavoratori ex Eutelia di Torino. L’appuntamento è oggi alle 13 alla bocciofila di via Fratelli Macario 50 a Rivoli, zona Cascine Vica. Più di cento i posti disponibili per il menù fisso composto da antipasto sfizioso con aperitivo, tagliatelle zucchine e gamberetti, arrosto e insalata mista, oltre a dolce vino, acqua e caffè. Al momento sono già più di 50 i posti prenotati e l’offerta è libera. Tutto il ricavato andrà a sostenere il reddito dei lavoratori ex Eutelia. Il pranzo è organizzato da Paolo De Francia, capogruppo del Pd a Rivoli, e Franca Zoavo, e parteciperà anche il deputato Pd Stefano Esposito.