Democratici, un dilemma chiamato Tav

MARIACHIARA GIACOSA – Repubblica

«Facciamo chiarezza perché ci aspetta un autunno caldo». Durante la riunione della segreteria regionale del Pd, venerdì sera, l´ex assessore ai Trasporti Daniele Borioli e il presidente della Provincia Antonio Saitta hanno fatto il punto della situazione sulla Torino-Lione, ma il problema è sempre lo stesso: che farne degli amministratori Pd della val Susa che si oppongono al progetto e che manifestano al fianco dei movimenti? E domani alla Camera si discute la mozione “Si Tav” che chiede al governo il rispetto degli impegni. «Per noi il sì all´opera è una decisione presa – spiega il segretario Gianfranco Morgando- Verificheremo la coerenza degli amministratori a questa linea».

Torna l´ipotesi di espulsione dal partito? Morgando ammette che oggi c´è un dato politico nuovo, ovvero «l´opposizione pregiudiziale e la totale subordinazione dei sindaci alla linea dei movimenti ‘No Tav´». «Il Pd starà con lo Stato o con i manifestanti?» si chiede provocatoriamente il parlamentare Stefano Esposito alludendo a ciò che capiterà quando si apriranno a gennaio i cantieri della Maddalena. «Non escludiamo la possibilità di dichiarare quell´area “sito militare”. Sarebbe uno strumento di garanzia per la polizia ma anche per chi manifesta pacificamente, ma non sarà in grado di arginare le fasce più violente della protesta».

Saitta sollecita la massima coerenza possibile «perché la battaglia diventa dura. Le posizioni di Bonsignore non sono isolate e si sta saldando un fronte di gruppi di interesse che puntano a marginalizzare il Piemonte. Il partito deve opporsi con forza e per farlo serve chiarezza». Aggiunge Giorgio Merlo: «Con il dibattito sulla mozione in parlamento verificheremo se esiste una lobby politica trasversale capace di fare squadra per il futuro della regione». Tra due settimane ci sarà un dibattito sulla Tav anche in Consiglio regionale: «Presenteremo una mozione a favore dell´opera – spiega Davide Gariglio – Non ci deve essere nessun dubbio: siamo favorevoli all´opera e contrari alla posizione di chi manifesta con i movimenti e intende ostacolare i cantieri».