Tav, si contano i parlamentari “anti Piemonte”

La battaglia sulla Tav si trasferisce a Montecitorio in un gioco incrociato di mozioni per tentare di scovare le lobby pro e anti Piemonte. «Dopo sei anni si torna a parlare di Torino-Lione alla Camera», sottolinea l´onorevole Stefano Esposito, primo firmatario del documento presentato dal Pd, assieme a Italia dei Valori, Api e Moderati. «Sarà interessante capire che parere darà il governo su un atto vincolante e che posizione terranno gli altri partiti. La Lega ad esempio. Al momento non ha presentato nulla. Quale sarà la linea che prevarrà nel Carroccio?».

Oltre alla mozione del Pd ci sarà quella presentata dall´Udc e un´altra a firma Agostino Ghiglia del Pdl che, però, non sarà in aula oggi causa una delicata direzione regionale del partito di Berlusconi, vertice in cui si discuterà di trasporti, dopo la bordata anti-Tav dell´europarlamentare Vito Bonsignore. Uscita che ha creato mal di pancia nel centrodestra e fatto sorgere il dubbio che ci sia una lobby trasversale, che potrebbe passare dalla Lombardia a guida Formigoni e dalla Liguria di Burlando, pronta a non sostenere più l´opera. «Il fatto che non sarò in aula non è importante – dice Ghiglia – ci sarò quando si voteranno i documenti, tra martedì e mercoledì. A me non interessa se esiste o meno una lobby anti-Piemonte, anche perché questa lobby ha già perso. E se i singoli si distinguono, questo non pregiudica la linea del governo e del centrodestra che voterà la sua mozione senza cercare condivisione con il centrosinistra, dove si nascondono i veri problemi rispetto alla Tav».