Tav, grande alleanza in pressing sul governo

ROBERTO GIOVANNINI – LaStampa

Mentre a Parigi il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli incontrava il suo omologo francese sulla Tav Torino-Lione, ieri pomeriggio alla Camera è iniziata con la discussione generale l’esame di ben tre mozioni – una del Pd, una dell’Udc, una del Pdl – che sostanzialmente dicono la stessa cosa: la Tav va fatta, e il governo deve stringere i tempi con la Francia per chiudere il nuovo accordo e stanziare immediatamente i primi soldi per gli interventi di prima fase. Nel dibattito di ieri, concluso dal sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino, toni e parole concordi. Tanto che il governo sembra intenzionato a chiedere ai partiti dell’opposizione delle «limature» soprattutto nella parte che prescrive impegni per l’esecutivo. Se la richiesta sarà accettata, il governo potrebbe dare parere favorevole a tutti e tre i documenti parlamentari. Il voto comunque è previsto per domani, o al più tardi giovedì; ieri l’Aula – come ogni lunedì – era praticamente semivuota.

Testo unico o no, certamente dai deputati arriverà un sì netto allo sblocco delle procedure che porteranno all’avvio dei lavori della linea ad alta velocità ferroviaria che collegherà Torino a Lione. Un voto che, oltre a rimettere in moto la delicata macchina politico-istituzionale della Tav, potrebbe anche far concretamente partire le ruspe per l’avvio di alcune opere preliminari. Con tutto quel che ne segue, compresi i rischi della ripresa delle tensioni e delle proteste del popolo dei No Tav. Intanto, a quel che si apprende, l’incontro parigino tra il ministro delle Infrastrutture Matteoli e il suo omologo francese sembra essere andato positivamente: non solo i due Paesi manifestano ancora una volta l’interesse per la realizzazione dell’opera e un giudizio positivo sulla validità del progetto. Ancora, Francia e Italia concordano sull’apertura di un tavolo tecnico che dovrà verificare il tema (ovviamente delicato) della ripartizione dei costi.

La posizione del Pd, espressa dai deputati Stefano Esposito e Giorgio Merlo, è netta. «Sulla realizzazione della Torino-Lione è arrivato il momento della verità – hanno detto ieri – ognuno si assuma la sue responsabilità al di là della propaganda e della demagogia a buon mercato». Insomma, «totale disponibilità a concordare i passi politici necessari. Ma questa volta senza i tentennamenti del governo e, soprattutto, senza nessun rimbalzo di responsabilità». Ancora, il Pd ribadisce che sull’apertura del cantiere della Maddalena non devono esserci esitazioni. Anche il Pdl, con Roberto Tortoli, sostiene di essere il primo partito «Sì Tav», «al di là di legittime posizioni personali che non inficiano però il nostro impegno».

La discussione in Aula è stata chiusa dal sottosegretario Giachino, che ha ricordato la lunga e tormentata storia del progetto e ne ha riaffermato la sua utilità, anche di fronte alle obiezioni «di una forte minoranza delle popolazioni locali, strumentalizzate da alcune componenti della sinistra radicale». Adesso, ha detto Giachino, dopo «il lavoro importante di confronto con le équipes progettuali e con molte amministrazioni locali» si è messo a punto un progetto «che tiene conto dei requisiti del territorio», avvicinando «molte amministrazioni alla scelta strategica nazionale ed europea della Torino-Lione». Insomma, «è necessario recuperare il tempo perduto per «un’opera strategica nell’interesse generale del Paese».