Sì bipartisan alla Tav ma la mozione non frena le polemiche

Roberto Giovannini – LaStampa

Sì bipartisan della Camera alle mozioni a favore dello sblocco dei lavori della Tav. I tre testi di maggioranza e opposizione (uno del Pd, uno dell’Udc) approvati, su cui il governo ha espresso parere favorevole, impegnano l’esecutivo, fra l’altro «a confermare la valenza strategica della Torino-Lione come asse decisivo per i collegamenti europei, attraverso l’adozione di tutti gli atti necessari anche sulla base del lavoro condotto dall’osservatorio; a garantire un adeguato piano finanziario con programmazione pluriennale che copra l’intero ammontare dell’opera; a confermare i fondi – circa 200 milioni di euro – necessari a realizzare gli interventi prioritari di prima fase, e cioè il trasferimento modale e il potenziamento e ammodernamento del trasporto locale; ad accelerare la firma di un nuovo accordo tra Italia e Francia». Ancora, al governo si richiede di «assumere iniziative per garantire un primo stanziamento per la realizzazione delle opere previste dal piano strategico approvato dalla provincia di Torino e dalla regione Piemonte; a promuovere una campagna di informazione sulla realizzazione della Torino-Lione in accordo con gli enti locali interessati e la Regione».

Soddisfazione è espressa dal sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino. «È una giornata storica per le infrastrutture di trasporto che dal 1975 erano considerate un problema. Adesso si torna a considerarle un’occasione strategica per il futuro del paese». «Ora la Torino-Lione può decollare», affermano i deputati del Pd, Giorgio Merlo, Stefano Esposito e Mario Lovelli. «Il Pd, con l’approvazione della mozione presentata – dicono – sgombra il campo da ogni equivoco e da ogni ambiguità sulla determinazione di realizzare un’opera decisiva per il futuro del Piemonte e dell’Italia. Un risultato, questo, che conferma definitivamente non solo la linea strategica del Pd sull’alta capacità ferroviaria ma chiarisce, altrettanto definitivamente, il rapporto con gli amministratori locali della Val Susa».

Dal centrodestra, però, continuano gli attacchi al Pd. Per il coordinatore piemontese del Pdl Enzo Ghigo il sì alle mozioni «è un segnale importante, ma serve ben altro per fugare le posizioni ondivaghe degli esponenti del Pd in Valle. Serve ben altro rispetto a una semplice mozione per fugare le posizioni contrarie alla realizzazione di un’opera osteggiata sin dall’inizio dai vertici regionali delle sinistre e che ancora oggi vede sfilare sindaci del Pd, con tanto di fascia tricolore, accanto ai No Tav». E il suo vice, Agostino Ghiglia, non solo chiede la revoca del presidente della Comunità montana Sandro Plano, ma scriverà al Prefetto per chiedere che i sindaci no-Tav non sfilino più con la fascia tricolore. Infine, Stefano Allasia, segretario provinciale della Lega, parla di «imperdibile occasione per il Piemonte e l’Italia di modernizzare la propria rete di infrastrutture».