DEPUTATO DEM SPIEGA PERCHE’, DA OGGI, CHI E’ CONTRO LA TAV E’ FUORI DAL PD.

La Mozione presentata dal PD e approvata mercoledì alla Camera vincola il Governo a garantire le risorse per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, conferma definitivamente la linea del PD sulla TAV, e chiarisce, altrettanto definitivamente, il rapporto con gli amministratori della Val Susa.

Da tempo la destra accusa il PD di ambiguità a causa dell’operato del Presidente della Comunità montana Sandro Plano e di alcuni amministratori che si oppongono ‘senza se e senza ma’ all’opera.

Quando il 4 dicembre 2009 il Segretario Bersani venne a Torino per incontrarli fu molto chiaro: non si partecipa alle marce con la fascia tricolore e non si mette in discussione il ‘se’ dell’opera. Parole nette che non sono state rispettate.

Non è in questione la libertà di dissentire. Ma in Valle di Susa sono andati ben oltre: hanno stretto un’alleanza con le liste no Tav contro le indicazioni del PD, hanno violato gli art. 12 e 23 dello Statuto del PD tradendo il dovere di leale collaborazione, hanno contribuito ad alimentare una campagna disinformativa sui rischi per l’ambiente e le persone, e, infine, hanno scelto di dare copertura istituzionale anche alle frange più intolleranti del movimento. Tanto che Plano rilascia interviste ai siti antagonisti e partecipa a riunioni con esponenti dei centri sociali, alcuni dei quali vantano precedenti non propriamente definibili come non violenti. Sono dunque Plano e soci ad essersi caparbiamente posti fuori dal partito.

Il problema dell’adozione di sanzioni disciplinari non si pone neppure più, perché tutti i protagonisti hanno già scelto. Plano e soci hanno scelto di stare con i professionisti della protesta, gli anarco-insurrezionalisti e i bombaroli travestiti da innocui valligiani. Il PD ha scelto di stare dalla parte dello Stato. Quando a gennaio si aprirà il cantiere della Maddalena è da quella parte della barricata che sventoleranno le nostre bandiere. E chi invoca la “battaglia di tutte le battaglie”, è avvisato.

Stefano Esposito per IlFoglio