L´Europa taglia i primi fondi “E ora il trattato Italia-Francia”

MARACHIARA GIACOSA – Repubblica

Nove milioni se ne sono già andati e dovrà essere un Natale con la firma quello tra Italia e Francia. È questa infatti una delle tre condizioni che la Commissione europea ha posto ai due paesi per evitare ulteriori tagli ai 671,8 milioni di euro assegnati alla Torino-Lione, per cui la strada ora è tutta in salita. L´annuncio ieri da parte del commissario ai Trasporti Siim Kallas, che ha presentato i risultati dell´esame di medio periodo delle infrastrutture strategiche transnazionali che godono di un contributo comunitario. «Non è una misura punitiva nei confronti della Torino-Lione – commenta Mario Virano, commissario dell´Osservatorio – perché anche il Brennero ha subito lo stesso trattamento. Questo significa che quando diminuiscono i soldi a disposizione aumenta la responsabilità per chi deve realizzare l´opera».

Come annunciato nei giorni scorsi, a causa dei ritardi accumulati sulla Torino-Lione, l´Europa ha tagliato 9,18 milioni di euro, ma il rischio è che ne vadano in fumo ben di più se non saranno mantenute tre condizioni: la firma “entro Natale” del nuovo trattato internazionale tra Italia e Francia, la costituzione del soggetto che dovrà proseguire il lavoro di Ltf e appaltare l´opera e, infine, l´avvio dei lavori per il tunnel esplorativo della Maddalena entro “i primi mesi del 2011”. Obiettivo, quest´ultimo, tutt´altro che scontato, considerata l´annunciata opposizione della valle. Solo onorando i tre impegni i due Paesi potranno evitare la perdita di ulteriori finanziamenti e ottenere la proroga dell´utilizzo dei fondi fino al 2015, stabilita dalla Commissione tenuto conto del carattere eccezionale della crisi economica e finanziaria. L´idea di fondo dell´Europa è però confermata: i fondi comunitari o ‘‘si utilizzano o si perdono´´.

Immediata la replica del ministro per le Politiche Europee Andrea Ronchi: «Le conclusioni della Commissione ci impongono di procedere a scelte rapide e definitive – spiega – Il governo italiano è deciso, ma tutto il sistema Italia deve dimostrare di voler procedere sulla strada della modernizzazione infrastrutturale». La colpa dei tagli «è delle indecisioni italiane», afferma l´europarlamentare Pd Gianluca Susta. La collega Debora Serracchiani incalza: «Quei finanziamenti sono l´ultimo treno per restare nel nucleo forte dei Paesi europei». I parlamentari Pd Giorgio Merlo e Stefano Esposito ritengono questo taglio «un pessimo segnale di fronte al quale il governo deve dare risposte precise».

Il primo giro di boa è appunto la firma del trattato internazionale che dovrà aggiornare quello siglato nel 2001 da Giuliano Amato e Jacques Chirac e aggiornato, con un memorandum, nel 2004. Da allora però è cambiato tutto. Gli scontri del dicembre 2005 hanno impedito l´avvio dei lavori del tunnel allora previsto a Venaus, poi è nato l´Osservatorio, che ha prodotto il nuovo progetto oggi all´esame. Ma soprattutto sono cambiati i costi. Nei giorni scorsi il ministro Matteoli e il collega francese Bussereau hanno impresso una tabella di marcia serrata per centrare l´obiettivo della firma a dicembre. Soprattutto ora che la firma diventa condizione essenziale per il mantenimento del contributo europeo.