Il paese soffre e il governo imbroglia

Non è possibile che un lavoratore dipendente in questo Paese paghi di più di chi ha le rendite: è urgente una riforma del fisco che questo governo non sa e non vuole affrontare. Il Gruppo del Pd ha fatto la sua proposta, presentando alla Camera una mozione che sarà discussa il 22 novembre. E’ un testo che ruota attorno a tre pilastri, li abbiamo chiamati i “tre 20”: riduzione al 20 per cento dell’aliquota sul primo scaglione Irpef, aumento dal 12,5 al 20 per cento la tassazione dei redditi da capitale ad esclusione dei titoli di Stato, applicazione dell’aliquota del 20 per cento al reddito d’impresa e da lavoro autonomo. Queste proposte nuove, anche rispetto alla nostra esperienza, e il loro significato è semplice: arricchire l’impresa più che l’imprenditore e inserire indispensabili criteri di equità. Per noi, infatti, il paese può riprendere a marciare solo se si affronta una grande operazione di redistribuzione del reddito e si dà benzina alle imprese: ma fino ad oggi il governo ha solo imbrogliato e va avanti su questa strada. Infatti, la nuova Finanziaria, oggi Legge di Stabilità, dall’8 novembre all’esame dell’Aula, è completamente vuota. Dovrebbe servire a indicare la strategia con la quale il governo intende affrontare la crisi ma è solo tabellare, non prevede nessuna misura sul rientro del debito e sulla crescita, è l’azzeramento della politica economica. Mentre l’Europa attende entro il 12 novembre che l’Italia presenti il suo piano di riforme, viviamo un colossale scollamento tra quello che accade e quello che il governo fa. L’imbroglio è palese se si pensa che da mesi noi diciamo che senza misure adeguate il governo sarebbe stato costretto ad una nuova legge di correzione e proprio mentre la commissione Bilancio discuteva la Legge di Stabilità, ecco l’annuncio: presto arriverà un decreto mille proroghe. Spiegano che è finalizzato alla crescita ma non è vero: è una manovra-bis per rastrellare di nuovo soldi. Niente crescita, mentre la disoccupazione è alle stelle. Per tutto questo noi continuiamo a dire che il governo ha un solo dovere: dimettersi, per il bene del paese.

Testo della mozione sulla riforma fiscale