“Tav, da Vendola beghe di cortile”

Maurizio Tropeano – LaStampa

Sul giornale di ieri la sfida di Nichi Vendola a Roberto Cota e al Pd: «Al Nord non serve la Tav, la Roma-Bari non sarebbe una rivoluzione imposta ai territori ma concordata».

Vendola è l’espressione di una sinistra capace solo di ragionare seguendo le beghe del cortile, degli interessi di un territorio rispetto a quelli di un altro. Ma come si fa a dire che l’alta velocità va bene tra Bari e Roma e non qui al Nord? Ma come si fa a dire che non c’è stata concertazione se l’Osservatorio e il suo presidente Virano hanno lavorato 5 anni per accontentare i territori? Una sinistra che non riesce ad andare oltre il proprio cortile non può candidarsi a governare l’Italia». Nelle scorse settimane si era tanto parlato di un ticket tra il governatore della Puglia e il sindaco di Torino per sfidare Berlusconi a livello nazionale. Adesso però le esternazioni di Vendola – «Al Nord non serve la Tav, meglio la banda larga» – e la reazione di Chiamparino segnano il tramonto definitivo di quella possibilità e aprono degli scenari problematici per il centrosinistra.

Questo, però, è un ragionamento legato alle prossime scadenze elettorali. Nell’immediato, invece, il sindaco è preoccupato per la Torino-Lione. Il motivo? «A parole la stragrande maggioranza della classe politica si dichiara a favore ma poi ci sono i fatti che raccontano un’altra storia, una storia di divisioni della politica». A sinistra il primo cittadino somma il rifiuto di Vendola con il «no della sinistra-sinistra e di un pezzo del Pd». A destra, invece, è necessario prendere in considerazione come «il baricentro dell’alleanza Pdl e Lega Nord sia la Lombardia e dunque, a fronte di pochi soldi a disposizione, è evidente uno spostamento nelle scelta delle priorità di investimento sulle infrastrutture verso Milano marginalizzando Torino».

Lo scetticismo di Chiamparino cresce giorno dopo giorno: «O stanno lavorando alacremente sotto traccia, ma talmente sottopelle che non ce ne accorgiamo, oppure ci siamo avviati verso un vicolo cieco». Per il sindaco la Torino-Lione dovrebbe essere davvero «un’opera da unità nazionale», ma il fatto che se ne stia parlando da 18 anni senza riuscire a realizzare una galleria propedeutica e il rischio che non si riesca ad intravedere una via d’uscita lo spingono ad affermare che «qui si gioca il successo o il fallimento di un’intera classe politica nazionale e locale».

Si vedrà. Una cosa è certa le esternazioni di Vendola stanno provocando una forte fibrillazione nel Pd in vista delle prossime scadenze elettorali. Tre parlamentari del Pd (Esposito, Marino e Merlo) chiedono di fare «chiarezza» e spiegano che «chi si candida a fare il leader di tutto il centrosinistra non dovrebbe rivolgersi alle frange estreme ma parlare a quella grande massa di persone disorientate dal disfacimento del berlusconismo e che cercano un nuovo riferimento in una proposta politica seria e non populista».