la detomaso rassicura i 900 dipendenti

Luisa Fassino – Luna Nuova

GRUGLIASCO – E’ incerto il futuro della De Tomaso ancora senza i fondi per cominciare i corsi di formazione necessari all’avviamento del suo piano industriale. Intanto la produzione per le commesse Pininfarina stanno terminando e i lavoratori rischiano di trovarsi tutti a casa in cassa integrazione a zero ore.
Martedì si è tenuto un incontro tra i sindacati, la Regione Piemonte e alcuni esponenti politici per capire come sta realmente la situazione e quali sono i passi da compiere per evitare che il progetto industriale di Gianmario Rossignolo naufraghi ancora prima di cominciare.
L’incontro era stato auspicato dagli stessi sindacati il mese scorso, sia al seguito di un incontro conla detomaso rassicura i 900 dipendenti l’azienda che aveva comunicato ostacoli burocratici nell’accettazione della pratica da parte dell’Unione Europea per l’erogazione dei fondi necessari alla realizzazione dei corsi di formazione, sia a seguito della presentazione del primo prototipo ai rappresentanti sindacali della De Tomaso di Grugliasco.
«La Commissione Europea ha ritenuto non esaustiva la documentazione presentata e ha evidenziato una serie di quesiti tra cui un possibile conflitto di concorrenza sleale per il sostegno a questo piano industriale – spiega Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom torinese – ma non ci sono motivi per pensare che l’Unione Europea non voglia erogare i fondi». Gli intoppi sarebbero quindi di natura prevalentemente burocratica, ma quella della De Tomaso rischia di diventare una lotta contro il tempo per rispettare il programma per la realizzazione delle autovetture di alta gamma che dovranno cominciare la produzione nel 2011, dopo la presentazione dei prototipi al Salone di Ginevra 2011.
«Si tratta di cifre importanti che richiedono procedure rigorose e la pratica è andata a rilento non solo per colpa dell’Unione Europea – continua Bellono – I tempi tecnici ora rischiano di farci aspettare ancora. Azienda e Regione Piemonte dovranno presentarsi a breve a Bruxelles per la consegna delle integrazioni, ma da quel tempo ci sono sessanta giorni di tempo per formulare la risposta».
Nonostante il capitolo rimanga tutt’ora aperto la riunione di martedì ha contribuito a creare maggiore distensione tra i lavoratori che si erano riuniti in picchetto sotto le finestre della sede della Regione di via Magenta e a infondere note di soddisfazione tra i gruppi presenti.
«La Regione Piemonte e la Giunta Cota nella riunione di questo pomeriggio hanno confermato il proprio impegno sia politico sia tecnico per accelerare i tempi per avvallare da parte della Commissione Europea il piano formativo De Tomaso – ha commentato l’assessore regionale al lavoro Claudia Porchietto – Sono convinta che se l’Europa darà parere favorevole, come tutti auspichiamo, per gli inizi del 2011 potremmo partire con le attività formative».
Alla riunione di martedì erano presenti anche il presidente della terza commissione consiliare della Provincia di Torino Giuseppe Sammartano, la consigliera provinciale Angela Massaglia, l’onorevole Stefano Esposito e il consigliere comunale di Grugliasco e vicepresidente provinciale del Pd Raffaele Bianco.
«Gli stessi uffici di Bruxelles dicono che la via è praticabile – commenta Sammartano – servono ora i tempi tecnici per presentare al meglio la domanda. Speriamo che i corsi comincino al più presto così da permettere ai lavoratori di integrare la cassa integrazione con il contributo dell’attività di formazione».
Sono questi i corsi di selleria, saldatura e di aggiornamento che permetteranno alla De Tomaso di produrre tre modelli, un crossover, una limousine e una coupè.
«Come grugliaschese e come consigliera provinciale siamo soddisfatti dell’esito dell’incontro e siamo fiduciosi che il piano possa andare avanti – commenta Massaglia – Regione Piemonte e azienda devono incontrarsi al più presto per definire i prossimi passi».
Proprio ieri infatti c’è stato un ulteriore incontro in Regione, dove l’azienda ha ribadito che pagherà la cassa integrazione ai circa 900 lavoratori anche per il prossimo anno, come aveva già detto al ministero.