Pd, porte aperte a Profumo “Profilo giusto”

MAURIZIO TROPEANO – LaStampa

Pollice in alto in segno di apprezzamento per la «rinnovata disponibilità del rettore Profumo a impegnarsi in prima persona per il futuro di Torino» e per averlo fatto nel campo del centro-sinistra. Il Pd legge come un passo avanti la presa di posizione di Francesco Profumo – «Io sindaco? Non ho rinunciato» – e stringe i tempi perché «se è vero che non c’è fretta è sicuramente il tempo di mettere in campo i progetti per la città», spiega il leader regionale, Gianfranco Morgando. E così domani, Paola Bragantini, segretaria torinese, annuncerà alla riunione dell’assemblea provinciale, la «ripartenza del cantiere programmatico del partito». Due riunioni a luglio e poi desaparecido dall’agenda politica. «Ma adesso – prosegue Bragantini – dobbiamo parlare di futuro, di programmi e di idee. Questo è il ruolo del partito perché non basta avere un candidato anche se dal nome accattivante».

I programmi, sicuramente, sono importanti e fa bene Morgando a dire che «tocca al Pd cercare di fare una sintesi tra le tante iniziative messe in campo in queste settimane», ma è evidente che non è indifferente la figura che avrà il compito di caricarseli sulle spalle per convincere i torinesi a rinnovare la fiducia al centrosinistra. «Finalmente da Profumo è arrivato un segnale di interesse», commenta Bragantini. Morgando va oltre. Sabato scorso, intervenendo ad un seminario degli ex popolari della rivista «Per il domani», aveva tracciato un identikit del futuro sindaco «che dovrà avere un profilo internazionale» legato ad un futuro della città «caratterizzato da un mix tra ricerca e produzione legate sempre di più all’internazionalizzazione». E adesso il leader regionale di fronte alle parole di Profumo, spiega: «Il rettore è uno dei profili coerenti con questa impostazione».

In settimana i due segretari del partito saranno a Roma per discutere con i vertici nazionali proprio di candidature. Il passo avanti del rettore del Politecnico modifica uno scenario che dava quasi per certa la discesa in campo di Piero Fassino voluta, sostengono i boatos, proprio dalla leadership nazionale. Morgando fa spallucce ma spiega che Fassino e Profumo non sono «i soli ad avere i profili adeguati per guidare la città». E aggiunge: «Oggi, comunque, non è il tempo della competizione ma dei progetti».

Insomma, tutte le opzioni restano aperte anche se il parlamentare Stefano Esposito sembra convinto che il rettore si limiterà a dare un contributo di idee al programma e «sicuramente è una disponibilità da apprezzare». Senza dimenticare che la pattuglia dei «rottamatori», di ritorno da Firenze, potrebbe decidere di sfidare un eventuale esponente della nomenclatura di partito. Ogni riferimento all’ex segretario dei Ds non è certo casuale. Morgando e Bragantini, comunque, sottolineano che la scelta non spetta solo al Pd, e dunque ogni opzione sarà sottoposta alle primarie di coalizione. Si parte da un nucleo centrale formato da Pd, Italia dei Valori, Sinistra e Libertà e Moderati e «poi – conclude Morgando – si capirà come allargare la coalizione».