Carne da macello

Mai ci saremmo aspettati di trovarci improvvisamente a questa età a discutere del nostro licenziamento. Licenziamento da un’azienda che abbiamo contribuito con orgoglio a far crescere e conquistare un’ampia fetta del mercato italiano dell’I&CT. Un’azienda con la quale avevamo un ottimo rapporto e con la quale si dialogava ad ogni livello. Un’azienda che intrinsecamente portava avanti una filosofia che legava la soddisfazione dei Clienti alla soddisfazione del personale, nonostante le variazioni di proprietà. Tutto ciò è stato cancellato improvvisamente dall’arrivo di Engineering. Una azienda che ha presentato il suo biglietto da visita dopo appena 1 mese di insediamento, licenziando in tronco 70 dirigenti e che successivamente si è accanita in modo indecifrabile con i dipendenti, chiedendo già alla fine del 2008 il licenziamento di 236 persone, divenuta poi CIGS per 185. In questi mesi molti colleghi hanno lasciato l’azienda, pur non avendo i requisiti per l’accesso al pensionamento, aderendo alla mobilità incentivata prevista dall’accordo. Questo è il vero volto di Engineering: un’azienda che a parole dichiara di essere innovativa e di avere un codice etico. Salvo poi smentirlo con i fatti e con l’arroganza. Un’azienda che continua a stupire i mercati azionari per la straordinarietà degli utili (+131% al 31.12.2009 rispetto al 2008), per la gran quantità di aziende che assorbe e per gli innumerevoli contratti con Stato ed enti pubblici che riesce a stipulare. Non ultimo quello in consorzio con altre 7 aziende, con la comunità europea per un valore di 392 Ml. di euro, di cui la sua quota è di 53 Ml. di euro. Un’azienda che con Almaviva, e Data Elsag è l’unica a partecipare al bando con le ferrovie italiane per un valore di 1,36 miliardi di euro in 7 anni. Oggi Engineering procede con i licenziamenti. La richiesta di licenziamento in queste condizioni è un atto incomprensibile, inaccettabile e vergognoso, così come la vergogna di aver sfruttato senza ragione lo Stato per due anni con questa cassa integrazione straordinaria che non aveva ragione d’essere, essendo il bilancio 2008, cioè con ancora tutti i cassa integrati in attività, già in utile per quasi 5 Ml. di euro. Noi non possiamo accettare di essere rovinati con le nostre famiglie mentre la proprietà e la dirigenza festeggiano i fasti in mezzo ad una situazione di crisi nazionale dove le aziende veramente in crisi cercano ogni soluzione concordata per evitare di licenziare i propri dipendenti. Utilizzeremo ogni mezzo per far si che questo non succeda. Lo faremo per noi, cassa integrati ed emarginati, ma anche per i nostri colleghi che stanno lavorando, perché purtroppo siamo certi che, creato un precedente, il cliché si ripeterà all’infinito ogni volta che l’azienda vorrà abbassare i costi e incrementare gli utili, sostituendo dipendenti con lavoratori atipici e precari. Per queste ragioni oggi venerdì 12 Novembre allo sciopero dei lavoratori indetto in tutte le sedi italiane in concomitanza all’incontro di procedura sindacale a Roma dalle ore 11 alle 12

GIORNATA NAZIONALE DI DIGIUNO

dei cassa integrati Engineering.it

con presidio a partire dalle ore 9 davanti alle sedi colpite dai licenziamenti.

Cassa integrati Engineering.it