Pd, Morgando recita il “mea culpa” poi lancia le primarie di coalizione

SARA STRIPPOLI – Repubblica

L´APPUNTAMENTO con le primarie di coalizione è per fine gennaio, il 23 è una data possibile. Chiunque sia, comunque vada, il Pd ribadisce che le primarie sono lo strumento per decidere il candidato. Profumo scioglierà presto le riserve? Fassino scenderà in campo anche se ha dichiarato che in caso di candidatura di Profumo si farà da parte? E chi fra gli altri, Gariglio, Placido, Tricarico, Giorgis, proseguirà sulla via della competizione? Molto dipenderà anche da come si pronunceranno gli alleati. Come accoglieranno le proposte del Pd? Moderati, Api e Udc hanno già indicato il nome del rettore come loro candidato. Questi i molteplici messaggi che escono dalla direzione regionale del Pd partita dagli imbarazzi e dalle accuse sulla riunione carbonara finita in un confronto vivace in cui non sono mancati attacchi. Finalmente franchi. Gianfranco Morgando fa mea culpa sull´incontro ristretto di domenica scorsa ma si toglie subito i panni di carbonaro: «Sia chiaro che non si trattava in alcun modo di un complotto contro le primarie. Non faccio il notaio di professione e in alcune occasioni serve acquisire elementi prima di un confronto più ampio». Lo attaccano con durezza la fassiniana Silvana Sanlorenzo («questa città è stata amministrata benissimo, a dispetto del partito locale, questo partito è chiuso, bigotto, e si fa gli affari suoi»), Giancarlo Quagliotti («non si può escludere il sindaco»), Pasquale Centin, Andrea Giorgis: («se esiste una candidatura parliamone esplicitamente, così magari si scopre che qualcuno è d´accordo»). Lo difendono Stefano Esposito («un errore politico, ma qui o si è vergini sempre o non si è vergini mai») e il molto ironico Giorgio Merlo: («mi scuso per non aver partecipato alle altre centinaia di incontri di corrente che ci sono ogni giorno»). Protestano i mariniani divisi che oggi hanno dichiarato di non voler entrare nella segreteria provinciale.

La giovane Malvina Brandajs, che ha firmato il documento in cui dice di non voler entrare in segreteria provinciale insieme con Paolo Montagna, è reduce dal raduno dei rottamatori di Firenze e insiste sulla possibilità che la politica possa aver liturgie diverse. Il capogruppo regionale del Pd Aldo Reschigna interviene dopo il segretario Morgando e la sua relazione distribuisce pari fendenti alla demagogia priva di contenuto della giunta Cota: («li vedremo alla prova lunedì con il bilancio») e agli errori della precedente giunta di centrosinistra: «Non abbiamo saputo creare consenso, non abbiamo saputo dialogare con la gente»). Davide Gariglio, con Roberto Placido, le sue lamentele a Morgando le ha fatte in segreteria provinciale. In cambio ascolta attonito l´attacco della San Lorenzo: «ma dove mai succede che si apra un ufficio elettorale prima di essere candidato»? Mercedes Bresso è assente, Chiamparino è a Padova per l´Anci, ma si fa tenere aggiornato via sms. Stefano Esposito lo tira in ballo invitandolo ad essere più spesso partecipe a questi incontri «di noi mediocri». Nel suo intervento Morgando ricorda che la questione elezioni non riguarda soltanto il Pd e insiste sulla necessità di aprire oltre all´Udc: «ci serve una coalizione ampia necessaria ad organizzare il campo progressista facendo emergere risorse disponibili».

Le linee guida per le primarie sono tracciate e distribuite ai partecipanti alla direzione. Nei Comuni capoluogo di provincia gli iscritti al Pd possono avanzare la propria candidatura a sindaco solo se è sottoscritta da almeno il 20 per cento degli iscritti nello stesso Comune.