LE BIOGRAFIE DEGLI INDAGATI CONFERMANO LA PRESENZA DI PROFESSIONISTI DELLA VIOLENZA

Leggendo i nomi delle persone indagate dalla Procura relativamente al presidio No Tav di Chiomonte sottoposto a sequestro, si può trovare la conferma dell’allarme che più volte, insieme ad altri dirigenti del PD, ho lanciato a proposito del fatto che all’interno del movimento No Tav si sono da tempo infiltrati dei professionisti dell’antagonismo, persone dal passato e dal presente denso di ombre.

Tra questi, oltre a Giorgio Rossetto, capo storico dell’onnipresente Askatasuna, si segnalano in particolare Francesco Richetto (autonomo, arrestato per gli scontri in occasione del G8 università) e Stefano Milanesi, ex di Prima Linea, legato a Marco Fagiano, il capo storico del terrorismo rosso in Val Susa.

Pertanto, invece di perdere tempo a lanciare inviti a non demonizzare gli anti-Tav (come ha fatto in questi giorni qualche esponente democratico poco informato e molto ipocrita), invito tutti, istituzioni, partiti ed opinione pubblica a non abbassare la guardia.

Ma soprattutto, invito i nostri amministratori valsusini e tutte le persone che in buona fede si oppongono legittimamente alla Tav a isolare e sconfessare questi pericolosi personaggi prendendone le distanze in modo netto e privo di qualsivoglia ambiguità. In caso contrario, il rischio è che il movimento intero paghi le scelte ed i comportamenti di pochi fanatici che si credono eredi dei partigiani ma che sono solo una caricatura dei brigatisti”.