Ora le persone in buona fede contrarie alla Torino-Lione prendano le distanze

Mariachiara Giacosa – Repubblica

Le reazioni dalle due parti, al sequestro del presidio No Tav di Chiomonte, e ai cinque indagati, prefigurano con inquietante chiarezza quale è il clima in Val Susa e ancor più quale sarà nelle prossime settimane, quando dovranno partire i lavori per il tunnel della Maddalena.

«È una provocazione della magistratura – dice il leader del movimento No Tav Alberto Perino – anche la scelta di chi denunciare punta a dividere il movimento. Quel presidio infatti è frutto della volontà di tutti i “No Tav” e non di cinque persone». Perino annuncia: «Domani mattina alle 8,30 faremo un´assemblea pubblica sotto la sede del Comune a Chiomonte per decidere cosa fare. Potremmo anche decidere di andare tutti alla casetta e piantare un chiodo e poi autodenunciarci tutti».

Di segno opposto, ovviamente, il commento di Stefano Esposito, parlamentare del Pd da sempre in prima fila nella battaglia per la realizzazione della linea Torino-Lione. «Leggendo i nomi delle persone indagate si può trovare la conferma dell´allarme che più volte, insieme ad altri dirigenti del Pd, ho lanciato sul fatto che nel movimento “No Tav” si sono da tempo infiltrati professionisti dell´antagonismo. Invito perciò i nostri amministratori valsusini e tutte le persone che in buona fede si oppongono alla Tav a isolare e sconfessare questi pericolosi personaggi prendendone le distanze in modo netto. In caso contrario, il rischio è che il movimento intero paghi le scelte ed i comportamenti di pochi fanatici che si credono eredi dei partigiani ma sono solo una caricatura dei brigatisti».

Sull´altro fronte altrettanto duro è Luigi Casel, coordinatore delle liste civiche della Val Susa: «Siamo sempre stati rispettosi dell´autonomia del sindaco di Chiomonte sul suo territorio. Ma lui non può riferirsi solo ai 350 che lo hanno votato. Con quella galleria infatti si decide il destino di tutta la valle». «Questo – continua Casel – è il solito tentativo di dividere il movimento tra buoni e cattivi e sono state una provocazione anche le modalità di notifica dei provvedimenti. Hanno consegnato gli avvisi di garanzia alle 7,30, a tutti. Hanno buttato la gente giù dal letto, nemmeno fossero mafiosi. Questo crea un clima di tensione. L´Italia è un paese in cui ci vogliono 15 anni per abbattere gli ecomostri di Punta Perotti e dieci giorni per la nostra piccola catapecchia. Ovviamente da oggi useremo gli stessi pesi e le stesse misure: aumenteremo la nostra attenzione su tutti i veri abusi edilizi che ci sono in Val Susa».