Il candidato Fantomas

LoSpiffero

È toccato ancora una volta a Stefano Esposito fare il controcanto e dare voce alle inquietudini che attraversano il gruppo dirigente democratico a dir poco sconcertato dall’evoluzione della partita sul candidato a sindaco. Il parlamentare, sempre più a suo agio nei panni del Pierino del Pd, durante i lavori della segreteria provinciale ha posto senza mezzi termini la questione cruciale: «la candidatura di Profumo c’è o non c’è?». La sensazione, diffusa in larga parte del partito, è che si stia traccheggiando e che la disponibilità del rettore a scendere in campo sia per ora del tutto virtuale, affidata ad ambigue dichiarazioni sui giornali, in un gioco autoreferenziale interno al ristretto ceto politico; una situazione che, nei fatti, mette ai margini la principale forza del centrosinistra. «Il Pd è in un angolo, sotto schiaffo, incapace di protagonismo politico – ha detto Esposito nel suo j’accuse -. Sia chiaro, non siamo il cagnolino da passeggio di nessuno, tantomeno di Profumo, figura di alto profilo, a cui dobbiamo guardare con rispetto, pari almeno a quello che lui deve al nostro partito». Il rettore, insomma, sciolga una volta per tutte le riserve, «venga qua e dica se è disposto a gareggiare e a quali condizioni».

A questo punto il tentativo della neo segretaria Paola Bragantini di condurre la discussione sui binari del regolamento delle primarie, è naufragato. «Il tema delle alleanze non è scindibile da quello delle regole: queste ultime non risolvono il problema politico che è, anzitutto, la costruzione di una coalizione vincente e, in questo contesto, la centralità del Pd», ha concluso Esposito. Anche a costo di mandare in soffitta le primarie, ove non siano gradite dai partner dello schieramento. Prossimo round l’incontro della segreteria provinciale con il sindaco.