Italia 150: la mostra costa già due milioni in più

Raphael Zanotti – Lastampa

Appena annunciato, l’accordo sulla mostra alle ex Ogr già scricchiola. È vero: la soluzione imposta alle ditte dal vicepresidente operativo del Comitato 150, Alberto Vanelli, ha scongiurato l’onere di pagare 250.000 euro di risarcimento imposto dal Tar. Ma i termini dell’accordo, resi noti da La Stampa, hanno fatto sobbalzare qualcuno dalla sedia. Su una base d’asta di 9,5 milioni, i lavori sono così stati divisi: 7.336.000 euro di lavori alla EdArt e 4.022.000 euro al raggruppamento CccSet Up (che in cambio rinuncerà al risarcimento). Totale: 11.358.000 euro, quasi due in più. Com’è possibile?

Il deputato del Pd Stefano Esposito, grande amico di Giulio Muttoni di Set Up, ieri è partito con una bordata: «Dopo una gara annullata e gli errori di una commissione evidentemente non all’altezza, l’unica cosa che si capisce è che i costi sono lievitati. Il 150˚ è un evento importante, ma va gestito con sobrietà. Soprattutto in questo momento economico sociale delicato. Invece qui è sempre Pantalone che paga per i pasticci degli altri».

Anche in Regione non sembrano soddisfatti. Beppe Cortese, capo della segreteria del governatore Cota e membro del Comitato 150, è nettissimo: «Il mandato affidato ai tecnici era di trovare un accordo che non facesse spendere un euro di più. Se le cifre sono quelle pubblicate, oggi al Comitato ci sarà da discutere. Un accordo che esce dal perimetro, noi non lo votiamo». Vanelli spiega: «Quei costi non c’erano al momento della gara. Sono cresciuti in seguito ad alcune varianti, ma se si calcola il ribasso del 20% rimaniamo al di sotto dei 9,5 milioni stanziati». Una spiegazione che provoca l’immediata domanda: allora a che servono le gare al ribasso?

I lavori alle ex Ogr, insomma, non sembrano partire sotto i migliori auspici. E non solo per le cifre. La EdArt, che si è vista imporre un accordo che non voleva, pare che non voglia lasciar entrare in cantiere i concorrenti di Ccc-Set Up. Quasi profetico il titolo di una delle mostre alle ex Ogr: «Fare gli italiani». Speriamo non fino alla fine.