A Torino si fa strada la candidatura Fassino

via IlPost

Il rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, ha rinunciato ieri alla candidatura a sindaco di Torino per il centrosinistra, con una lettera in cui spiegava che “nonostante la buona volontà di molti”, non si è verificata la convergenza sulle “tre condizioni preliminari” da lui indicate come imprescindibili per una sua candidatura: “non essere il candidato di un partito, ma l’espressione della società civile, creare un laboratorio Torino di larghe intese (stiamo parlando di amministrare una Città e non di politica nazionale) così come era stata Alleanza per Torino del 1993, superare lo scoglio delle primarie, non venendo meno alle regole dei partiti, con la creazione di una lista civica supportata dai partiti”.
Profumo ha scritto che queste tre condizioni non si sono verificate, un po’ per la mancanza di tempo e un po’ per via di un progressivo sovrapporsi della situazione locale a quella nazionale: “prendo atto del fatto che la conflittualità della politica nazionale ha dei riflessi importanti anche sulla partita delle elezioni amministrative della prossima primavera e che tutto il processo ne è stato inevitabilmente accelerato”. La candidatura di Profumo era stata promossa e sostenuta, oltre che dalla segreteria del PD, anche da Sinistra e Libertà e Alleanza per l’Italia. Il sindaco uscente, Sergio Chiamparino, era stato tra i primi a proporre il nome di Alessandro Profumo, ma pochi giorni fa aveva espresso delle perplessità durante una riunione provinciale del partito.
La partita è completamente riaperta, insomma, e ieri sempre Chiamparino ha auspicato che “si creino le condizioni per una candidatura di Piero Fassino”. Secondo il Corriere della Sera, il ritiro di Profumo sarebbe maturato proprio durante un incontro tra Profumo, Fassino e Chiamparino, nel corso del quale gli ultimi due hanno fatto presente al rettore del Politecnico la necessità di avere un candidato dal profilo politico più marcato. “Un rettore è figura che può candidarsi a sindaco soltanto in un contesto civico non rigidamente chiuso dentro gli attuali schieramenti”, ha spiegato Chiamparino.
Anche della candidatura Fassino si parla da mesi. I favorevoli si appellano alla sua serietà e ai suoi rapporti proficui con molte realtà forti della città. I contrari ne mettono in evidenza l’immagine di politico di lungo corso e la prevedibile difficoltà ad ampliare il range degli elettori possibili, andando a pescare nel bacino elettorale del centrodestra. Per il momento, oltre a quella di Chiamparino, i giornali riportano le importanti dichiarazioni di sostegno di Stefano Esposito, influente deputato torinese del PD, e Giorgio Airaudo, segretario locale della FIOM, secondo cui “l’esperienza anche amministrativa di Fassino sarà indispensabile nei tempi turbolenti che ci attendono”.
Si sono già candidati alle primarie Davide Gariglio, consigliere regionale del PD ed ex presidente del consiglio regionale del Piemonte, e Giorgio Ardito, ex segretario del PCI che dirige da anni l’Agenzia territoriale per la casa di Torino. Si dice che sono pronti a candidarsi anche Gianguido Passoni, attuale assessore al bilancio di Torino, eletto nelle liste del PdCI; Roberto Tricarico, attuale assessore all’ambiente, a capo della mozione Marino all’ultimo congresso del PD; Roberto Placido, pubblicitario e in regione da tre legislature e vicepresidente del consiglio regionale. Si vota il 6 febbraio 2011.