“Ci ha bastonati ma ripartiamo” Pd, nervi tesi e voglia di rivincita

SARA STRIPPOLI – Repubblica

Arrivano alla spicciolata, alle otto e mezzo della sera, nel quartier generale del Pd, la lettera di Profumo è stata diffusa da poco e il dibattito fra i membri della segreteria provinciale, convocata da tempo, inizia già fuori al freddo, tra una sigaretta e l´altra. «Certo che ci ha bastonati per bene» dicono i primi che arrivano. Molti non conoscono nemmeno il contenuto della missiva del numero uno di corso Duca degli Abruzzi, sanno solo che è un «no». E anzi c´è il giallo della doppia lettera, una versione pomeridiana solo per i segretari, con le condizioni, evidentemente non accettabili, e una serale indirizzata alla città. Giancarlo Quagliotti ironizza sul “messaggio” inviato ai cittadini: «Mi sembra che i cittadini non sentissero così tanto la necessità di ricevere una lettera». Insomma, per lui, «si è trattato di una modalità un po´ presuntuosa da parte del rettore di gestire la situazione». La segretaria cittadina, Paola Bragantini, aprendo la riunione quasi ignora il caso Profumo, dando un quadro dei rapporti con le altre forze della coalizione, annunciando la probabile candidatura di Giorgio Ardito, mentre «di Profumo già sapete». Il presidente Mauro Marino è diplomatico: «Mi pare che il Pd non abbia gestito benissimo la vicenda, cerchiamo però di ripartire non facendoci del male». Per Stefano Lepri «Profumo è in gamba ma è pretenzioso passare come l´uomo della provvidenza».

Andrea Benedino dice, senza mezzi termini, «avanti Fassino» e Andrea Giorgis sottolinea che «è importante il passaggio in cui il rettore dice di voler contribuire al dibattito, si è chiusa una fase ed ora la politica deve riappropriarsi del suo ruolo». Davide Gariglio sottolinea: «È un peccato, avrebbe portato un bel contributo di idee e proposte per le primarie».

Ma s´intravede la voglia delle resa dei conti. Il vicesegretario Pasquale Centin, fassiniano di ferro, punta il dito contro Gianfranco Morgando (che vuole leggere con attenzione la lettera prima di ogni commento): «La proposta della segreteria regionale è andata come è andata e ognuno si assuma le sue responsabilità. Abbiamo una candidatura autorevole, di grande prestigio che è quella di Piero Fassino». Il parlamentare Stefano Esposito: «È evidente che la gestione politica di questi mesi ha evidenziato un´oggettiva debolezza, ma il caso Profumo si è chiuso qui. C´è una candidatura di Fassino. Adesso non ripartiamo con il discorso primarie non primarie». Enzo Lavolta, uno dei leader di Torino2020: «Rimane il laboratorio per la definizione del programma. Accolgo con favore la disponibilità da parte del rettore di contribuire alla definizione del progetto migliore». L´assessore Roberto Tricarico afferma: «Il no di Profumo apre una frattura tra il nostro partito ed il resto della società torinese, da soli non si arriva al traguardo di Palazzo di Città. Come scrive Profumo ripartire dall´amministrazione uscente è un buon inizio, mentre si fa un pessimo servizio a Torino se la competizione per il municipio si trasforma in un nuovo congresso del Pd». Commenta Giorgio Airaudo, sindacalista Fiom: «Va rispettata la sua scelta personale, ma è un peccato che si sia persa l´opportunità di costruire un percorso civico che avrebbe rafforzato la necessità di innovazione per il centrosinistra a Torino che non può vivere di sola storia». Il presidente regionale Roberto Cota non commenta la decisione del rettore: «Ho profondo rispetto per lui» si limita a dire.