“Alle Urne”: un coro unanime, ma Esposito e Merlo dicono No

VERA SCHIAVAZZI – Repubblica

«Non fare le primarie adesso? Troppo comodo per il Pd. Sono tra quelli che si dispiacciono per la rinuncia di Profumo e che ritengono Fassino perfettamente all´altezza di fare il sindaco a condizione che sia più libero dal proprio partito. E visto che il Pd ha parecchie cose da farsi perdonare, dico: primarie sì». Così, severa ma chiara, l´economista Elsa Fornero riassume la situazione, in un day after nel quale la ‘sindrome Milano´ sembra scuotere il centrosinistra torinese, spaventando molti. Ma non tutti. Il primo a ricordare che il re è nudo è stato il deputato Giorgio Merlo: «Il peggio che possiamo fare è imitare Milano, con un eccesso di autocandidature. Ne basta una sola, condivisa e autorevole». Ma Davide Gariglio, tra i primi a dichiarare la sua intenzione di competere, non è d´accordo: «Hillary Clinton e Obama si sono affrontati pesantemente, e dal giorno dopo hanno lealmente collaborato – scherza – Perché io e Fassino, che oltre a tutto siamo sabaudi, non potremmo fare altrettanto?».

Roberto Placido, altro candidato in pectore, si limita a definirsi «sereno ma determinato». E Giorgio Ardito, anche lui in corsa, aggiunge: «Non capisco nemmeno perché se ne discuta, è nello Statuto del Pd. Davvero qualcuno non vuole le primarie?». Davvero. Non le vuole, per esempio, il deputato Stefano Esposito, che azzarda un paragone: «Vogliamo fare come gli ultrà, che se il treno non si ferma dove vogliono loro lo sfasciano, o comportarci da persone civili e capire che l´essenziale è arrivare a destinazione, cioè vincere le elezioni?». Poi chiarisce: «Tutti sanno che in questi anni ho avuto più volte motivi di forte dissenso da Piero Fassino. Ma ora credo che i dirigenti di un partito che è uscito indebolito dal caso Profumo debbano puntare su di lui, chiedendogli di venire a Torino con umiltà e di rinnovare completamente squadra e assetti».

Analoga l´opinione di un´altra deputata, Anna Rossomando: «Le primarie come ordalia sarebbero dannose. Si può puntare su un unico candidato, a condizione però che il Pd sappia raccogliere la richiesta che viene dalla società civile e dia, a cominciare dal candidato stesso, un forte e chiaro segnale di rinnovamento». C´è una parte del Pd, insomma, che si prepara a trattare col nome che, in questo momento, appare oggettivamente più forte. Ma il Pd non è solo al mondo, e se i candidati resteranno troppi la situazione potrebbe oggettivamente avvantaggiare altre forze politiche, proprio come è successo a Milano. Nanni Tosco, segretario della Cisl torinese, la riassume così: «Dopo il tormentone su Profumo, ora non vorranno mica infliggerci quello primarie sì – primarie no? Facciamo le primarie e arriviamoci discutendo di lavoro, welfare, utilities». Anche Donata Canta, segretaria della Camera del Lavoro, è per il sì: «Fino ad ora si è parlato solo di persone. E c´è una grave sottovalutazione del tema del lavoro e del futuro prossimo della città, sul quale sono molto preoccupata. Dunque le primarie serviranno anche a scegliere su temi come le politiche sociali, che non possono essere secondarie a Torino». Dalla società civile, in genere, arriva un vento favorevole a una consultazione aperta a tutti, che consenta scelte anche al di fuori delle stanze della politica: «Ben vengano le primarie – dice ad esempio il presidente dell´Ordine degli avvocati Mario Napoli – purché non siano il momento dei veleni. A Torino non mancano le persone di grande livello, il vero problema è un altro e riguarda le forze politiche che devono sostenere oggi la candidatura e domani il governo della città: a me parrebbe necessario un patto d´onore, nel comune interesse altrimenti i migliori, i soggetti più qualificati difficilmente accetteranno se corrono il rischio di essere fatti a pezzi domani. Oggi come non mai il miglior candidato è chi non si propone ma viene chiamato».

E al richiamo della consultazione di massa risponde anche la sinistra: «Le primarie sono utilissime a far emergere i programmi – dice Monica Cerutti, di fresco entrata a far parte della segreteria nazionale di Sel che del caso Torino discuterà anche oggi – Non sono indispensabili, ma sono certamente opportune». Correrete con un vostro candidato? «Credo proprio di sì».