Archive for dicembre 2010


Gli impianti olimpici a rischio. Giallo sui fondi di Torino 2006

dicembre 23rd, 2010 — 5:26pm

Andrea Gatta – CronacaQui

C’è apprensione per i 10 milioni di euro attesi dal Governo per aiutare gli impianti delle valli olimpiche in difficoltà e per finanziare i mondiali di slittino di Cesana. Lo stanziamento non è arrivato ieri, all’interno del decreto mille proroghe che pure ha opportunamente prolungato fino al 2014 l’esistenza dell’Agenzia Torino 2006, in tempo per risolvere tutti i contenziosi ancora in atto con le imprese.
Il fondo di 10 milioni dovrebbe provenire proprio dal tesoretto accumulato dell’Agenzia prossima a liquidazione, che negli anni ha risparmiato 50 dei 1.220 milioni stanziati a suo tempo, altrimenti tutti destinati a tornare nelle casse statali. Lo stabilisce un ordine del giorno firmato lo scorso febbraio dal governatore Roberto Cota (allora capogruppo della Lega) e dal deputato Pd Stefano Esposito e approvato dalla Camera. Soldi che gli enti locali contano di avere già a bilancio tanto che la Regione, a giugno, ha confermato il proprio impegno sui mondiali di slittino – in calendario il mese prossimo – sulla base di un milione di euro proveniente dal fondo in questione. Il resto della somma è considerato fondamentale per garantire la promozione turistica delle valli olimpiche e, probabilmente, la vita degli impianti di Torino 2006. Da quello stanziamento qualcuno aveva anche ipotizzato di prelevare i 2 milioni di euro da destinare ai ritiri piemontesi della Juventus.
Per questo il Pd va all’attacco del centrodestra: «Se è positiva la proroga fino al 2014 dell’Agenzia di Torino 2006, non possiamo non evidenziare le pesantissime ripercussioni che ci saranno sul futuro delle varie strutture olimpiche per questo immotivato e nefasto taglio» accusano i deputati Esposito e Merlo. L’assessore regionale a Sport e Turismo, Alberto Cirio, tranquillizza gli animi: ci penserà un decreto del Governo, entro due mesi, a far confluire i fondi su Torino. «La proroga è una notizia positiva perchè senza di essa non ci sarebbe stata più nessuna possibilità di recuperare i residui da destinare al post-olimpico – commenta Cirio -. È un importante passo avanti che, unendo le forze come “lobby Piemonte”, ci permetterà di ottenere quanto richiesto per la salvaguardia dei siti post-olimpici. Entro circa 60 giorni sarà un decreto del presidente del consiglio dei ministri ad attribuire poteri e competenze all’attuale commissario, decidendo la destinazione finale delle risorse».

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LETTERA APERTA AI CANDIDATI ALLE PRIMARIE

dicembre 23rd, 2010 — 4:46pm

Cari candidati,
con l’obiettivo, comune a tutti gli iscritti del PD in queste ore, di formarsi un proprio e liberoorientamento circa il sostegno alle vostre candidature, vi chiediamo di rispondere ai quesiti che anostro parere, definiscono alcune, certo non tutte, delle discriminanti che caratterizzeranno ilprofilo programmatico di ogni candidatura. Non tutto, quindi, e non su tutto perché crediamo che sumolti altri temi vi sia una naturale convergenza e condivisione, essendo voi candidati espressionedello stesso partito.
Tali questioni sono:
1.TRASFORMAZIONI URBANISTICHE
Come intendete garantire da un lato l’approvazione di un nuovo piano regolatore generalee dall’altro, in attesa di tale approvazione, che le varianti che si dovessero ancora renderenecessarie non pregiudicheranno lo spirito e l’impianto del nuovo piano?
Ritenete esaurita la fase delle cessioni d’area e delle trasformazioni urbane orientate, inragione dei diritti edificatori derivanti, esclusivamente verso l’edilizia residenziale?
Quali leve urbanistiche intendete attivare per assicurare che la trasformazione delle moltearee industriali dismesse sia orientata a favorire nuovi insediamenti produttivi, incentivando sulnostro territorio un processo di reindustrializzazione?
2. LA GOVERNANCE DALLE AZIENDE PARTECIPATE DAL COMUNE
Ritenete che l’unico indicatore del controllo pubblico sulle aziende partecipate sia dato dalla percentuale di quote mantenute nella titolarità del comune?
Come intendete esercitare tale controllo per far sì che le aziende recuperino efficienza eproduttività e adottino piani industriali capaci di garantire che le quote societarie siano accolte positivamente dal mercato?
Come intendete favorire, attraverso il potere di nomina degli amministratori, un profondo rinnovamento delle figure, da troppo tempo le stesse, chiamate a dirigere le aziende partecipate equali scelte intendete compiere per garantire che, attraverso tali nomine, entri finalmente una sanae moderna cultura aziendale?
3 L’AREA METROPOLITANA. COSTRUIRE LA GRANDE TORINO
Come intendete garantire che il processo di costruzione dell’area metropolitana non assuma un profilo di annessione degli enti comunali dell’area, ma coinvolga e garantisca, in unpercorso condiviso, la titolarità di tutte le amministrazioni dell’area metropolitana?
Nell’elaborazione e nella stesura del vostro programma e su temi quali la gestione del ciclo dei rifiuti, le politiche per la mobilità, le politiche attive per il lavoro e per il sostegnoall’insediamento produttivo, lo sviluppo dei poli della conoscenza, della ricerca e della progettazione, in quale modo intendete coinvolgere anche i nostri sindaci ed i nostri amministratori dei comuni metropolitani?
4 LE SOSTENIBILITA’ DELLE SCELTE AMMINISTRATIVE E LA PRIORITA’ ALLE POLITICHEDI WELFARE DI CITTADINANZA
Il Comune di Torino è gravato da un forte indebitamento che condiziona e limita fortemente lapossibilità di investire in politiche attive.Ciò pone al centro dell’azione politica da un lato il tema della ricerca e della riduzione di sprechi ed inefficienze, dall’altro il tema più politico e strategico della sostenibilità delle politiche comunali e della capacità dell’amministrazione di scegliere le priorità.
Attraverso quali scelte concrete intendete assicurare il carattere prioritario delle politicheper il welfare di cittadinanza, ovvero delle politiche per garantire l’accesso ai servizi e l’esercizio dei diritti di cittadinanza (educazione e istruzione, politiche per la casa, sostegno ai soggetti deboli,politiche di integrazione e inclusione) ?
Come intendete superare il profilo,datato ed esaurito, di servizi sociali e di welfare dellariparazione e quindi come intendete procedere per realizzare una riorganizzazione dei servizi chesuperi l’autoreferenzialità delle strutture di decisione e gestione dei servizi di assistenza comunale?
Ritenete necessario adottare in questa città un vero Piano regolatore del welfare e comepensate debbano essere ridisegnate le relazioni con il privato, perchè il rapporto non sia soloquella della cessione in appalto dei servizi?
5 LA RIORGANIZZAZIONE DELLA MACCHINA COMUNALE E L’ORIENTAMENTO AI SERVIZIDIFFUSI E DI PROSSIMITA’ ALLA CITTADINANZA
Il Comune di Torino è la più grande azienda cittadina. Occupa 12.000 dipendenti e necessita diuna profonda messa a punto.
Come pensate di riorganizzare gerarchie e catene di comando, e come pensate di affrontare il tema dell’efficienza e dei sistemi di misurazione e valutazione della produttività, senzale scorciatoie e le propagande brunettiane? Gli ultimi cinque anni non sono stati sufficienti a definire ed adottare una compiuta riforma deldecentramento, fermo nella sostanza al modello organizzativo adottato a metà degli anni 80.
Come pensate di porre mano ad un effettivo trasferimento di funzioni sul territorio, orientatoai principi di sussidiarietà e prossimità, abbandonando definitivamente il modello delle competenze delegate?
Come pensate debbano essere disegnate e organizzate le nuove municipalità
6 LE POLITICHE PER LE NUOVE CITTADINANZE
Torino in questi anni è invecchiata ed ha bisogno di garantire condizioni di attrattività per i nuovicittadini.
Come intendete favorire l’insediamento e la permanenza giovanile sul territorio ed attraverso quali politiche per l’accesso alla casa, il diritto allo studio e per lo sviluppo delleopportunità di lavoro ed impresa? Torino è storicamente città d’immigrazione. Le politiche d’integrazione e inclusione sociale sonouna delle leve determinanti per garantire a questa città sviluppo e coesione sociale.
Quali politiche intendete attivare per costruire condizioni di piena cittadinanza per gli immigrati e di valorizzazione delle loro potenzialità e del loro contributo alla comunità?
7 TORINO CITTA’ DEL LAVORO
Le condizioni economiche e produttive permangono, sul nostro territorio, critiche e dal futuro estremamente incerto.
Come intendete affrontare la tematica del mantenimento e dello sviluppo sul nostro territorio degli insediamenti produttivi, a partire dal settore automotive?
Come intendete favorire buona occupazione a partire da un forte nucleo industriale attornoal quale far ruotare le piccole e medie imprese, l’artigianato, le cooperative, il settore del commercio e quello dei servizi?
Come intendete valorizzare la creatività e l’innovazione fin qui generata, in grado di attrarrecapitali e di aprire nuove strade verso il mercato europeo e mondiale, capace di esaltare il lavoro direte in una logica di sviluppo compatibile con tutte le risorse del territorio urbano e metropolitano? Ed infine:
Quale pensate debba essere il ruolo del comune nella vicenda Fiat e quali azioni concretedovrebbero secondo voi essere messe in campo per dare positiva soluzione alla vicenda Mirafiori?
8. UN’IDEA PER IL FUTURO E GLI IMPEGNI DI UNA NUOVA STAGIONE AMMINISTRATIVA
Accanto a queste scelte, più di merito, vi chiediamo di tracciare le traiettorie della vostra proposta di governo, di raccontarci dove intendete portarci e da chi pensate, in questo percorso, di farvi accompagnare. Vi poniamo in quest’ottica tre questioni di fondo e ci aspettiamo da voi parole chiare, scelte non equivoche.
La scelta del ricambio generale nella direzione politica e amministrativa della città,attraverso l’investimento su una nuova leva generazionale di dirigenti politici e di amministratori pubblici che è già in campo.
Il riconoscimento del primato civile della politica e della trasparenza democratica dei processi decisionali che non possono essere ceduti a tecnocratici liberi da ogni controllo.
La scelta di nuovo sistema di relazioni, fondato su un’interlocuzione più adulta, sulla reciproca legittimazione e sul riconoscimento delle rispettive sfere di autonomia, fra i nostri vertici amministrativi ed i nostri eletti e di entrambe con gli organismi dirigenti del nostro partito.

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ORA LA REGIONE CONVOCHI I PARLAMENTARI. NO ALLE PRESE IN GIRO.

dicembre 23rd, 2010 — 1:44pm

“Le risorse per i siti olimpici sono state tagliate anche se l’Agenzia Torino 2006 sopravvive sino al 2014. Così dice il decreto milleproroghe.

Ora l’Assessore regionale Cirio afferma che i 10 milioni tagliati saranno ripristinati da un ipotetico e prossimo decreto del Governo. Per evitare promesse da marinaio, e con giustificazioni poco credibili sul mancato stanziamento peraltro già promesso, invitiamo l’Assessore Cirio a farsi promotore di una rapida convocazione dei parlamentari piemontesi per affrontare di petto la questione.

Diamo sin d’ora la nostra disponibilità alla collaborazione politica e istituzionale. Ma la presa in giro non è accettabile. Soprattutto nei confronti dei siti olimpici della Provincia di Torino che rischiano, dopo questa incredibile decisione del Governo, di vedere compromessa la stessa possibilità di continuare una sia pur minima attività”.

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Pd-Regione, scontro sul post-olimpico

dicembre 23rd, 2010 — 9:52am

MAURIZIO TROPEANO – LaStampa

Nel decreto mille-proroghe approvato ieri dal Consiglio dei Ministri c’è una deroga che centrodestra e partito democratico giudicano positivamente: l’Agenzia Torino 2006, quella che ha realizzato gli impianti per le olimpiadi invernali quattro anni fa, resta in vita fino al 2014. Il suo compito sarà quello di risolvere i contenziosi che nel tempo si sono accumulati. Per farlo ha a disposizione un «tesoretto» eredità del bilancio d’esercizio in positivo chiuso 4 anni fa. Una parte di quelle risorse, in base ad un ordine del giorno firmato in febbraio dall’allora capogruppo della Lega Nord, Roberto Cota, e dal parlamentare del Pd, Stefano Esposito e accolto dal Parlamento avrebbero dovuto essere utilizzati per la promozione dei siti olimpici. Ma nel decreto, denunciano Esposito e il collega di partito Giorgio Merlo, «non c’è traccia di quei 10 milioni che il Governo, evidentemente ha bocciato».

Alberto Cirio, assessore regionale allo Sport, la pensa diversamente: «La proroga è una notizia positiva perché senza di essa non ci sarebbe stata più nessuna possibilità di recuperare questi fondi residui da destinare al post-olimpico. L’obiettivo principale oggi era questo ed è stato ottenuto». Resta il problema dei fondi. L’assessore spiega: «Entro circa 60 giorni, sarà invece un atto governativo e non parlamentare, ovvero un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, ad attribuire poteri e competenze all’attuale Commissario, decidendo la destinazione finale delle risorse, compresa la possibilità di destinare i 10 milioni in questione alla promozione». Per Cirio, insomma, non c’è stata «nessuna bocciatura ma, anzi, un importante passo avanti».

I due parlamentari del Pd, invece, spiegano di «non poter che evidenziare le pesantissime ripercussioni che ci saranno sul futuro delle varie strutture olimpiche per questo immotivato e nefasto taglio. Per il momento c’è da registrare solo il duro colpo che questa norma arreca al Piemonte e, in particolare, ai territori della Provincia di Torino». Per Merlo ed Esposito «si tratta di una scelta politica che vedrà la nostra dura ed intransigente opposizione quando il provvedimento arriverà in Parlamento». Cirio preferisce concentrarsi sulla proroga del lavoro dell’Agenzia che ci permetterà «unendo le forze come “lobby Piemonte” di ottenere quanto richiesto per la salvaguardia dei siti post-olimpici».

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“IL GOVERNO BOCCIA 10 MILIONI GIA’ PROMESSI AI SITI OLIMPICI”.

dicembre 22nd, 2010 — 5:09pm

Il Governo, nel decreto mille proroghe, boccia lo stanziamento di 10 milioni di euro destinati ai siti olimpici, malgrado l’accoglimento di un ordine del giorno del febbraio scorso firmato – in quel periodo – dallo stesso On. Roberto Cota e presentato dall’On. Stefano Esposito e da altri deputati del PD.

Ora, se è indubbiamente positiva, da un lato, la proroga fino al 2014 dell’Agenzia di Torino 2006 per risolvere i contenziosi che nel tempo si sono accumulati, non possiamo non evidenziare le pesantissime ripercussioni che ci saranno sul futuro delle varie strutture olimpiche per questo immotivato e nefasto taglio.

Una scelta politica, quella del Governo, che vedrà la nostra dura ed intransigente opposizione quando il provvedimento arriverà in Parlamento. Per il momento c’è da registrare solo il duro colpo che questa norma arreca al Piemonte e, in particolare, ai territori della  Provincia di Torino.

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Pd, sì alle primarie di coalizione Caccia alle firme dopo la Befana

dicembre 19th, 2010 — 9:56am

Diego Longhin, Sara Strippoli – Repubblica

Piero Fassino si prende una mezz´ora in disparte, butta giù le note per il suo intervento e annuncia la disponibilità a presentarsi alle primarie. Le perplessità dei giorni passati si sono dileguate, è lui il quarto candidato sindaco in ordine di tempo del Pd dopo l´ex-presidente Davide Gariglio, Giorgio Ardito e Roberto Placido. «Ho raccolto un consenso unanime nella società torinese – dice l´ex-segretario dei Ds dal palco della sala di via Orvieto – un forte incoraggiamento e un vasto appoggio nel partito e credo di poter assicurare alla città, dopo i dieci anni di Chiamparino, la stessa forza, visibilità e importanza al ruolo di Torino», dice di fronte all´assemblea del Pd che poco prima aveva optato a maggioranza per le primarie di coalizione.

Fassino apre il suo intervento con un accenno alla lettera di Francesco Profumo ai cittadini e prosegue con il riconoscimento del valore dei suoi avversari: «Il Partito democratico dimostra di essere in grado di garantire un´offerta ampia, e se non fossi stato convinto che in questa città esiste un forte gruppo dirigente non avrei accettato: se dico sì è perché in questi anni, in questa città e in questa regione si è espresso, un gruppo dirigente di valore sia sul piano politico che su quello istituzionale». E l´ex ministro vuole dare risposte a chi chiede un ricambio generazionale: «Fassino sindaco mette a disposizione un patrimonio di esperienze che serve a tutti, a partire da chi sarà in squadra con me – dice – lo dimostra la mia storia. Ho lanciato e cresciuto una generazione di giovani dirigenti di partito, dai 30 ai 40 anni, che ora governano il Pd in molte regioni».

Primarie di coalizione dunque. L´ordine del giorno proposto dall´onorevole Stefano Esposito (“no” alle primarie di coalizione ed estensione della raccolta firme agli elettori) non passa, la sala alza i cartellini gialli e vota a favore delle regole proposte dalla segreteria provinciale. La raccolta di firme partirà dal 7 gennaio e continuerà fino al 5 febbraio. La data delle primarie di coalizione è fissata per il 27 febbraio.

La prossima settimana è convocato l´incontro con gli altri partiti, una riunione allargata da Sel a Udc, alla Federazione della sinistra. Per i Moderati, Domenico Portas dice che quella di Fassino è una candidatura molto autorevole ma «mi pare una follia che il Pd abbia deciso per primarie di coalizione che a noi non interessano». E aggiunge: «Se ci fanno arrabbiare corriamo con un nostro candidato». Respiro di sollievo invece fra i responsabili di Sinistra e Libertà, timorosi che le dichiarazioni di Bersani sull´apertura al terzo polo potessero convincere l´assemblea dei democratici a chiudere la porta a Sel: «Quello di oggi è stato un voto importante», dice Antonio Ferrentino, annunciando che il nome del candidato di Sel per le primarie di fine febbraio arriverà questa settimana. Restano in pole position l´assessore comunale al bilancio Gianguido Passoni e Giorgio Airaudo, finora propenso a respingere la proposta. Per il terzo polo tutto rimandato alle riunioni romane di inizio settimana.

E nel partito tutti pronti per la raccolta firme, che entrerà nel vivo subito dopo le feste. Fase che preoccupa i vertici del Pd, tanto che la segretaria provinciale, Paola Bragantini, in assemblea, ricorda che «i nostri iscritti non sono pacchetti di firme o di voti, ma persone».

La lista dei candidati si potrebbe allungare. Uno dei leader nazionali dei rottamatori-innovatori, Pippo Civati, dice «no» all´ipotesi Fassino. Ed è probabile che ai nastri di partenza si aggiunga un quinto nome. Sullo sfondo rimane Roberto Tricarico, assessore al Verde e all´Ambiente della giunta Chiamparino. Ieri si aggirava in assemblea: «Non mi sento fuori competizione – confidava a qualcuno – ma per candidarsi non è sufficiente alzare il dito».

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Fassino, oggi la decisione dopo un vertice con Profumo

dicembre 18th, 2010 — 9:58am

SARA STRIPPOLI – Repubblica

Nel giorno in cui le ultime dichiarazioni di Pierluigi Bersani mettono a rischio le primarie anche a Torino, Piero Fassino parlerà all´assemblea provinciale e sono in molti a scommettere che da oggi sarà uno dei candidati del Pd, il quarto dopo Davide Gariglio, Giorgio Ardito e Roberto Placido. «Dirò quello che penso, ma mi prendo un´ultima notte per riflettere», ha detto ieri sera di ottimo umore al termine di una lunga giornata in cui ha incontrato Francesco Profumo e ha avuto una riunione con il gruppo dei suoi sostenitori. Con il rettore del Politecnico Fassino ha parlato della città e della lettera inviata da Profumo ai torinesi quando ha rinunciato alla sua candidatura: «Una lettera che contiene molti elementi validi di riflessione per chiunque voglia essere candidato», commenta l´ex-segretario dei Ds.

Tempi duri per il Pd torinese. La giornata di ieri si è aperta con il dibattito sull´intervista rilasciata a Repubblica da Bersani, il quale conferma l´apertura al Terzo polo e dice che le primarie «possono inibire rapporti più aperti e larghi non solo con i partiti, ma anche con la società civile». Parole che hanno subito scatenato la discussione sull´ipotesi che Torino prenda alla lettera le indicazioni del segretario nazionale. Piero Fassino preferisce non commentare e ribadisce che sarà l´assemblea a decidere. Davide Gariglio è convinto che l´assemblea dirà sì alle primarie e Roberto Placido risponde che l´elettorato sarebbe disorientato se queste fossero eliminate.

Il segretario provinciale Paola Bragantini pare sconfortata: «Un partito che non tiene le stesse posizioni per più di tre giorni non è un partito solido». Napoli e Bolzano il 23 gennaio vanno alle primarie, ricorda Bragantini che ieri ha incontrato il segretario regionale Gianfranco Morgando e ha avuto colloqui con Roma, da dove, dice, «non ho avuto elementi utili». Questa mattina intanto si discuterà la mozione di Stefano Esposito che chiede l´abolizione delle primarie di coalizione e l´allargamento delle firme per la presentazione delle candidature anche agli elettori. È partito poi il dibattito sui dubbi che i candidati in corsa siano in grado di raccogliere le 700 firme di iscritti richieste.

Alberto Goffi per il Terzo polo prende atto dell´apertura di Morgando e di Bersani ma ricorda che per ora è difficile immaginare un cambiamento di rotta. L´incontro fra Casini, Rutelli e Fini è fissato per lunedì ed è impossibile che prima di allora ci siano sbilanciamenti a Torino.

Per Sel Antonio Ferrentino lancia l´allarme: «Mi pare proprio che i rapporti si stiano deteriorando. Aspettiamo le decisioni dell´assemblea provinciale, ma certo le parole di Bersani dicono molto. È evidente che un´alleanza con Fini per noi è impossibile».

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La marcia verso Palazzo di Città. Il centrosinistra allunga il passo ma ha il fiato corto

dicembre 17th, 2010 — 11:01am

via LoSpiffero

Torino resta in mano al centrosinistra. Nulla sembra possa impedire alla coalizione che da quasi un ventennio guida l’amministrazione comunale di continuare a far sedere un suo esponente sulla poltrona di Palazzo Civico. Il 47,5% dei torinesi conferma la propria fiducia nei partiti che, da Valentino Castellani a Sergio Chiamparino, hanno governato la città. È il dato che emerge dalla seconda rilevazione effettuata da Contacta sulle intenzioni di voto alle Comunali di primavera, a meno di due mesi dal test compiuto il 23 ottobre scorso. Rispetto al precedente sondaggio, però, la forbice che separa centrodestra (sostanzialmente stabile attorno al 39%) e centrosinistra si è assottigliato, passando dall’11% all’attuale 8,5%. Insomma, il centrosinistra seguita a marcare una notevole distanza dallo schieramento antagonista, ma, al momento, pare non abbia la forza per chiudere la partita al primo turno. Si è esaurita la spinta propulsiva di Chiamparino? Gioca sfavorevolmente la bagarre che si è scatenata attorno alla designazione del candidato alla successione?

L’analisi scorporata (e ponderata attraverso i focus group) offre un quadro diverso. A dispetto di quello che lascerebbe presagire il contesto di oggettiva difficoltà, rappresentato dalla babele di posizioni politiche e dalla ridda di concorrenti interni, il Pd incrementa, seppur di poco, il consenso: dal 27,5% al 29. Resta il gap rispetto alle urne di cinque anni fa, quando l’Ulivo ottenne il 39,5% che gli consentì di portare in Sala Rossa ben 23 consiglieri. Ma si tratta di un’era politica sideralmente distante. Confrontato invece con quanto registrato in città alle Regionali del marzo scorso (25,1%) è persino possibile parlare di inversione di tendenza.

Sempre nell’ambito del centrosinistra, crollano le indicazioni di voto verso la Federazione della sinistra (dal 3,5% al 2%), risulta in leggera flessione l’Italia dei Valori (6,5%), stabile la formazione vendoliana Sel, mentre crescono i Moderati (4,5%).

Anche nello schieramento avverso si registrano alcune significative sorprese. Intanto il recupero del Pdl che fino a un paio di mesi fa era precipitato al 17,5%: secondo la rilevazione di oggi non è più una chimera raggiungere la soglia del 20%, indicata dai dirigenti di corso Vittorio come obiettivo minimo di resistenza all’offensiva elettorale della Lega. Il Carroccio sembra aver raggiunto il livello massimo della propria performance potenziale, almeno nel capoluogo di regione: tra il 13,5 e il 14,5. E da lì non si schioda.

Il sondaggio è stato realizzato a caldo, nelle ore immediatamente successive alla battaglia parlamentare sulla fiducia al governo Berlusconi, vicenda che ha monopolizzato la discussione politica per intere settimane. Nell’assunto di partenza dei ricercatori era di un qualche interesse l’esame dell’esito di quello scontro, per cercare di misurare l’effetto sui comportamenti elettorali dei torinesi. Il consenso nei confronti di Fli – per forma traslata verso Fini – è rimasto immutato: fermo al 3%. Ciò significa – chiariscono gli analisti – che se mai era in corso una progressione nelle settimane precedenti il voto alla Camera questa è stata arrestata, riportando il dato a quello “storico”. Nel complesso il “Terzo Polo”, o “Polo della Nazione” che dir si voglia, non va oltre il 6,5%, in perfetta coerenza con quanto registrato, a livello nazionale, dalle principali società di sondaggi.

Fuori dalla geografia tradizionale, il MoVimento 5 stelle di Beppe Grillo che si sta preparando a correre, per la prima volta, alle amministrative torinesi segna una fisiologica flessione, attestandosi al 5,5%.

«La prima considerazione da fare – spiega Mimmo Portas, smessi per un attimo i panni del deputato indipendente Pd e indossati quelli professionali del guru dei numeri elettorali – è che i torinesi mostrano di essere affezionati al bipolarismo. Anche in una contingenza a prima vista sfavorevole, in cui il sistema presenta molte magagne, gli elettori torinesi non sembrano sedotti dalle sirene di più o meno nuove formazioni terzopoliste». Il secondo rilievo si riferisce al meccanismo specifico della consultazione amministrativa: «E’ evidente che trattandosi di un’elezione diretta del sindaco, il candidato avrà il suo peso nella competizione, soprattutto se può mettere sul piatto la notorietà acquisita dalla partecipazione ai talkshow televisivi».

NB: Nella rilevazione del 23 ottobre l’Udc e l’Api sono stati registrati in quota nella coalizione di centrosinistra; mentre Fli è stato assegnato al centrodestra.

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Nel Pd è caos sulle primarie

dicembre 17th, 2010 — 10:12am

Andrea Rossi – LaStampa

Contrordine compagni. A meno di ventiquattr’ore dalla calata su Torino del responsabile Enti locali del Pd Davide Zoggia, con tanto di via libera alla raccolta delle firme per le primarie tra i cittadini anziché tra i soli iscritti al partito, da Roma arriva la bocciatura del responsabile dell’Organizzazione Nico Stumpo. Lo stesso che, meno di un mese fa, aveva stoppato la bozza di regolamento partorita dalla segreteria piemontese: adesioni di almeno il 20 per cento dei tesserati o dell’uno per cento dei torinesi aventi diritto al voto (circa 700 mila). Ora si riparte da capo, con lo stesso dubbio di ieri: e se nessuno dei candidati potesse disporre delle 700 firme sui 3500 iscritti torinesi necessarie per validare la candidatura? Rischio tutt’altro che campato in aria, non a caso Zoggia ha aperto ai cittadini (una soluzione, proposta dal deputato Stefano Esposito, vorrebbe fissare l’asticella a 7 mila firme) che tuttavia pare non convincere del tutto il responsabile organizzativo nazionale dei democratici.

Un bel rebus, che ha spinto i vertici del Pd torinese a chiedere a Roma un atto di chiarezza, così da arrivare all’assemblea di domani con un quadro di regole certe per poi decidere una volta per tutte.

Il caos non accenna a diradarsi. Mentre i democratici attendono che Piero Fassino, dopo l’ampio giro di consultazioni delle scorse settimane, sciolga la sua riserva, il leader regionale Gianfranco Morgando mette in guardia dai pericoli sempre più incombenti: «Sono molto preoccupato perché sta prevalendo la competizione interna. È urgente che si cominci a parlare di contenuti. Finora ce ne siamo disinteressati. La sensazione è quella di un partito che si avvita intorno a meccanismi di scelta». Gli replica a stretto giro di posta uno dei candidati, Davide Gariglio: «Io vorrei tanto parlare di idee, ma non mi lasciano. Siamo imprigionati in un dibattito surreale sulle regole, e ho l’impressione che qualcuno sia interessato a non farlo finire mai, in attesa che piombi un’imposizione dall’alto».

Il nervosismo cresce, e non solo dentro il partito. Il travaglio dei democratici rischia di complicare anche la costruzione della coalizione. C’è chi vorrebbe abbandonare le primarie di coalizione – dipietristi e Moderati non le reclamano, SeL invece ha fiutato l’occasione di incuneare un suo candidato tra i tre o quattro del Pd e sfruttarne le divisioni – anche a costo di rompere l’alleanza con Vendola. Morgando frena e al tempo stesso rilancia: «Non ci sono ragioni per sfasciare l’alleanza con SeL, Idv e Moderati. Però il Pd dovrebbe in maniera autonoma, senza subire veti da nessuno, avviare un dialogo con il nascente terzo polo, verificare se esistono gli spazi per un lavoro comune».

Il guaio è che il terzo polo, almeno per ora, non sembra interessato. Udc, finiani e Api stanno lavorando a una soluzione autonoma. E intanto ai margini del Pd la fibrillazione cresce. Il segretario provinciale di Sinistra e Libertà Antonio Ferrentino lancia un avvertimento: «Noi aspettiamo l’esito dell’assemblea dei democratici di domani. Ci dicano cosa vogliono fare, primarie di coalizione o solo di partito, altrimenti usciamo dall’alleanza e ci presentiamo alle elezioni da soli». La strategia dei vendoliani – a loro volta fortemente divisi sul nome del candidato da schierare – punta a uscire dall’impasse sfidando l’alleato più forte: «Riconosciamo al Pd la guida della coalizione, ma non il potere assoluto», ripete Ferrentino.

Da giorni, ormai, il caso Torino è sul tavolo dei vertici nazionali di tutti i partiti del centrosinistra. E con il passare dei giorni monta un certo rammarico per il naufragio della candidatura del rettore del Politecnico Francesco Profumo. La prima a dirlo, mercoledì sera, è stata Paola Bragantini, segretaria provinciale: «Il suo nome è stato archiviato con troppa fretta». Ieri è toccato a Morgando: «Molti giudizi sprezzanti su quel tentativo dimostrano oggi la loro infondatezza».

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VICINI A FORZE ORDINE, GASPARRI NERVOSO

dicembre 15th, 2010 — 1:47pm

”Non c’e’ nessuna giustificazione alle violenze e alle devastazioni che stanno bloccando da diverse ore la citta’ di Roma. Nessuna forma di opposizione politica a qualsivoglia legge e governo puo’ mai trasformarsi in violenza contro le cose e contro le forze dell’ordine”, lo dice Emanuele Fiano , presidente forum Sicurezza del Partito Democratico. ”Respingiamo al mittente le provocatorie ipotesi di Gasparri di una qualsiasi convivenza tra il Pd e le forme di contestazione violenta di oggi, che non potrebbero essere piu’ lontane dal nostro modo di concepire la politica e le istituzioni. Comprendiamo il nervosismo del senatore Gasparri, già abituale frequentatore dei cortei violenti di questa città, costretto oggi a difendere una striminzita maggioranza numerica alla Camera dei deputati. Esprimiamo la nostra vicinanza a tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti negli scontri di oggi”, conclude.

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