Fassino “vota” per le primarie di coalizione

SARA STRIPPOLI – Repubblica

Piero Fassino potrebbe sciogliere la sua riserva mercoledì sera durante l´assemblea provinciale del Pd chiamata ad esprimersi sulle primarie. L´ex-segretario dei Ds, impegnato ancora per tutta la giornata di ieri in un altro giro di incontri per sondare diffidenze e sostegno all´interno del suo partito, dovrebbe infatti presente alla riunione di dopodomani e potrebbe decidere di cogliere al volo l´occasione per annunciare la sua candidatura o la sua rinuncia. «Vedremo cosa succederà domani a Roma», risponde laconico evitando ogni riferimento a possibili annunci a breve termine. L´assemblea dei democratici, 250 partecipanti, dovrà pronunciarsi sull´ultimo dilemma nato in casa democratica, se fare le primarie solo all´interno del partito, oppure invertire la rotta rispetto alle indicazione dell´ultima segreteria e tornare all´ipotesi di confrontarsi con la coalizione. Su questo punto, anche Piero Fassino vota a favore delle primarie di coalizione: «Tendenzialmente penso che rispondano meglio allo spirito del nostro partito – dice – ma sarà l´assemblea a decidere». La posizione di Fassino non può non condizionare i suoi sostenitori, adesso più propensi all´idea che le primarie di partito consegnerebbero l´immagine di un partito chiuso al suo interno. Difensore ad oltranza della tesi che le primarie di coalizione non si debbano fare è invece l´onorevole Stefano Esposito, il quale andrà all´assemblea con un ordine del giorno, nel quale, oltre a chiedere che non si facciano primarie di coalizione, suggerisce anche che per presentare le candidature si allarghi la raccolta di firme agli elettori: «Non si dica che questa è la scelta di chi vuole chiudersi all´interno, ma si rifletta invece sul fatto che Sel gioca proponendo che il candidato della coalizione non sia del Pd». Paola Bragantini, che smentisce di aver incontrato Fassino nella mattinata di ieri, è sempre più convinta che le primarie di coalizione si debbano fare: «Non possiamo dare questa immagine schizofrenica. Se questo partito ha pensato che fosse necessario darsi delle regole, anche giocando sulla testa del rettore del Politecnico, non trovo motivo di cambiare queste scadenze». Ovviamente quello che accadrà domani con il governo potrebbe cambiare lo scenario, precisa il segretario: «Se si dovrà andare a votare è evidente che muta anche la nostra agenda».