Fassino verso il sì Tra gli avversari c’è anche Placido

Andrea Rossi, Maurizio Tropeano – LaStampa

«Deciderò dopo il 14». Piero Fassino stato chiaro nelle scorse settimane. E a chi gli chiedeva di sciogliere le riserve in fretta, ha sempre predicato calma, spiegando che l’epilogo delle turbolenze romane avrebbe diradato qualche nube anche a Torino. Ormai è chiaro: le amministrative torinesi hanno assunto un evidente rilievo nazionale. I riflessi dello scacchiere politico piombano in città, spostano le carte in tavola, accelerano i processi. E la fiducia rinnovata al governo Berlusconi, secondo molti, rafforza la determinazione di Fassino. Gli eventi che avrebbero potuto trattenerlo a Roma – governo di responsabilità nazionale o elezioni subito – non sembrano imminenti. Resta solo da capire se l’annuncio verrà fatto stasera nel corso dell’assemblea provinciale o nei giorni successivi, dopo un nuovo giro di consultazioni.

Da giorni i big del partito si sono convinti che Fassino sia determinato a scendere in campo. E adesso il salvataggio del governo Berlusconi rende più forte questa scelta. Di più: l’ex leader dei Ds sembra deciso a essere della partita anche davanti alla certezza di trovarsi di fronte almeno altri tre candidati del Pd. Oltre a Giorgio Ardito e Davide Gariglio, infatti, oggi il vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Placido annuncerà la decisione di partecipare alle primarie. Ha convocato una conferenza stampa. Poi parlerà all’assemblea provinciale.

Intanto l’altra sera, l’ex presidente dell’Atc Ardito ha organizzato il primo dibattito pubblico di questa corsa alle primarie. L’ha fatto alla Cascina Marchesa in Barriera di Milano, annunciando alcuni punti di programma: la richiesta al Parlamento di una legge speciale per Torino sul modello di quanto concesso a Roma e Catania; la revisione della Variante 200 con un freno ai 60 mila nuovi alloggi previsti e l’avvio della costruzione della città metropolitana. In quella sede e di fronte ad altri due potenziali candidati (gli assessori Roberto Tricarico e Gianguido Passoni) la segretaria provinciale Paola Bragantini ha confermato la strada delle primarie di coalizione.

Una scelta che non tutti condividono. Il parlamentare Stefano Esposito ha presentato un ordine del giorno, firmato anche da Giorgio Merlo, per chiedere primarie di partito ma non di tutto il centrosinistra, «visto che Moderati e Idv ci chiedono di indicare il candidato». E aggiungono: «Non possiamo consentire che sia negata e messa in discussione la titolarità del Pd a esprimere l’aspirante sindaco». Una tesi condivisa anche dall’ala sinistra del partito, che però rischia di sancire la rottura con Sinistra e Libertà e la nascita di una coalizione alternativa con la Federazione della Sinistra, associazioni e movimenti che sfidi con un proprio candidato Pd e alleati.