Primarie, l´ultimatum della Bragantini

DIEGO LONGHIN – Repubblica

«Dobbiamo buttarci alle spalle questa fase, non si può continuare così. Si definiscano le regole, chi vuole candidarsi per le primarie si candidi, e poi si passi a parlare delle idee e dei programmi per la città». La segretaria provinciale del Pd, Paola Bragantini, con l´assemblea di questa sera al Teatro Concordia a Venaria è determinata a non riaprire la discussione né sulle firme né sulle primarie di coalizione, nonostante le proposta, con un ordine del giorno, di Stefano Esposito. L´esponente di Sinistra in Rete chiede primarie interne al Pd con candidature sostenute da 7 mila firme, l´1 per cento del corpo elettorale, tra i cittadini. Documento che sarà discusso oggi in assemblea, dopo averlo presentato ieri in segreteria provinciale.

Alla riunione di Venaria, a meno di impegni romani irrinunciabili, dovrebbe partecipare anche Piero Fassino. L´ultimo segretario dei Ds, archiviato il voto di sfiducia mancato al governo Berlusconi, potrebbe sciogliere la riserva o dare un´indicazione chiara su quelle che sono le sue intenzioni dopo il giro di consultazioni. E sono proprio i sostenitori della discesa in campo dell´ex ministro, entrato sulla scena dopo il ritiro del rettore del Poli Francesco Profumo, a sostenere che oggi sarà «una giornata chiave». L´ex ministro è molto determinato e non sembra per nulla intenzionato ad abbandonare la partita, nonostante le complicazioni, ad iniziare dal numero elevato di persone che potrebbero partecipare alle primarie. Ma quelli che lo circondano sono pronti a scommettere su una sua disponibilità a correre.

Al momento sono arrivate le candidature di Davide Gariglio e di Giorgio Ardito, mentre stamani il vicepresidente di Palazzo Lascaris, Roberto Placido, annuncerà una sua probabile scesa in campo. Rimangono solo da definire le regole con l´assemblea di questa sera, dal numero di firme al tipo di primarie, se interne al Pd, come vuole Esposito per evitare che Sel giochi in casa dei Democratici, oppure di coalizione. E da Sinistra e Libertà, però, arriva un avvertimento: «Se saranno consultazioni interne al Pd – dice il segretario Antonio Ferrentino – faremo le nostre e al primo turno non potremo che andare da soli con un nostro candidato».