Pd, sì alle primarie di coalizione Caccia alle firme dopo la Befana

Diego Longhin, Sara Strippoli – Repubblica

Piero Fassino si prende una mezz´ora in disparte, butta giù le note per il suo intervento e annuncia la disponibilità a presentarsi alle primarie. Le perplessità dei giorni passati si sono dileguate, è lui il quarto candidato sindaco in ordine di tempo del Pd dopo l´ex-presidente Davide Gariglio, Giorgio Ardito e Roberto Placido. «Ho raccolto un consenso unanime nella società torinese – dice l´ex-segretario dei Ds dal palco della sala di via Orvieto – un forte incoraggiamento e un vasto appoggio nel partito e credo di poter assicurare alla città, dopo i dieci anni di Chiamparino, la stessa forza, visibilità e importanza al ruolo di Torino», dice di fronte all´assemblea del Pd che poco prima aveva optato a maggioranza per le primarie di coalizione.

Fassino apre il suo intervento con un accenno alla lettera di Francesco Profumo ai cittadini e prosegue con il riconoscimento del valore dei suoi avversari: «Il Partito democratico dimostra di essere in grado di garantire un´offerta ampia, e se non fossi stato convinto che in questa città esiste un forte gruppo dirigente non avrei accettato: se dico sì è perché in questi anni, in questa città e in questa regione si è espresso, un gruppo dirigente di valore sia sul piano politico che su quello istituzionale». E l´ex ministro vuole dare risposte a chi chiede un ricambio generazionale: «Fassino sindaco mette a disposizione un patrimonio di esperienze che serve a tutti, a partire da chi sarà in squadra con me – dice – lo dimostra la mia storia. Ho lanciato e cresciuto una generazione di giovani dirigenti di partito, dai 30 ai 40 anni, che ora governano il Pd in molte regioni».

Primarie di coalizione dunque. L´ordine del giorno proposto dall´onorevole Stefano Esposito (“no” alle primarie di coalizione ed estensione della raccolta firme agli elettori) non passa, la sala alza i cartellini gialli e vota a favore delle regole proposte dalla segreteria provinciale. La raccolta di firme partirà dal 7 gennaio e continuerà fino al 5 febbraio. La data delle primarie di coalizione è fissata per il 27 febbraio.

La prossima settimana è convocato l´incontro con gli altri partiti, una riunione allargata da Sel a Udc, alla Federazione della sinistra. Per i Moderati, Domenico Portas dice che quella di Fassino è una candidatura molto autorevole ma «mi pare una follia che il Pd abbia deciso per primarie di coalizione che a noi non interessano». E aggiunge: «Se ci fanno arrabbiare corriamo con un nostro candidato». Respiro di sollievo invece fra i responsabili di Sinistra e Libertà, timorosi che le dichiarazioni di Bersani sull´apertura al terzo polo potessero convincere l´assemblea dei democratici a chiudere la porta a Sel: «Quello di oggi è stato un voto importante», dice Antonio Ferrentino, annunciando che il nome del candidato di Sel per le primarie di fine febbraio arriverà questa settimana. Restano in pole position l´assessore comunale al bilancio Gianguido Passoni e Giorgio Airaudo, finora propenso a respingere la proposta. Per il terzo polo tutto rimandato alle riunioni romane di inizio settimana.

E nel partito tutti pronti per la raccolta firme, che entrerà nel vivo subito dopo le feste. Fase che preoccupa i vertici del Pd, tanto che la segretaria provinciale, Paola Bragantini, in assemblea, ricorda che «i nostri iscritti non sono pacchetti di firme o di voti, ma persone».

La lista dei candidati si potrebbe allungare. Uno dei leader nazionali dei rottamatori-innovatori, Pippo Civati, dice «no» all´ipotesi Fassino. Ed è probabile che ai nastri di partenza si aggiunga un quinto nome. Sullo sfondo rimane Roberto Tricarico, assessore al Verde e all´Ambiente della giunta Chiamparino. Ieri si aggirava in assemblea: «Non mi sento fuori competizione – confidava a qualcuno – ma per candidarsi non è sufficiente alzare il dito».