“Contro il Trentino e la Valtellina facciamo lobby nelle valli olimpiche”

DIEGO LONGHIN- Repubblica

Promozione sì, non solo turistica, ma politica per la Val di Susa. Perché a Roma, nelle stanze dove si prendono le decisioni e si sceglie cosa finanziare, in pochi difendono gli impianti olimpici. Meglio quindi far vedere di che cosa si parla, riuscire a fare lobby come fanno le altre mete invernali, in testa il Trentino e la Valtellina, per non disperdere il patrimonio. A costo di caricare deputati, senatori, ministri e rappresentanti dello sport nazionale su un bus e portarli in Val di Susa per un tour promozionale.

Una provocazione lanciata dagli onorevoli Stefano Esposito e Giorgio Merlo (Pd) e raccolta dalla parte privata di Parcolimpico, la società che gestisce i siti partecipata a maggioranza dalla multinazionale Live Nation in partnership con Set Up. «Invitiamo i parlamentari piemontesi, insieme ai rappresentanti del governo e del Coni, a venire a visitare i siti montani di nostra gestione, in particolare il sito di Cesana, durante i prossimi Mondiali di slittino che si svolgeranno a fine gennaio», sottolinea Giulio Muttoni, patron di Set Up e socio di Live Nation in Parcolimpico. L´appuntamento è dal 21 al 30 gennaio, quando si riaccenderanno i riflettori sull´impianto di bob-slittino. «Crediamo sinceramente che, vedendo personalmente gli impianti, i politici e i rappresentanti delle istituzioni si possano davvero rendere conto del potenziale che essi rappresentano e dell´altissimo standard qualitativo che si può ottenere con una saggia amministrazione e concreti investimenti in tali impianti».

Secondo Muttoni si tratta di un patrimonio prezioso che dovrebbe essere fatto fruttare non solo in Piemonte, ma a vantaggio di tutto il Paese, «trasformandolo in un grande centro di allenamento in cui coltivare le nuove stelle italiane degli sport invernali come ha sottolineato l´assessore allo Sport della Regione, Cirio. Per realizzare un progetto così ambizioso, bisogna crederci e darsi da fare tutti, ciascuno nel proprio ambito di competenza».

Il problema di lobby, trasversale e che coinvolga tutti gli enti locali piemontesi, dalla Regione alla Provincia passando per i Comuni della Valle di Susa, è stato sollevato dagli onorevoli Esposito e Merlo dopo che nel decreto milleproroghe, dove si è prolungata l´attività dell´Agenzia Torino 2006, non si è vista traccia della possibilità di utilizzare dieci milioni dei trenta e più in cassa all´ente che ha costruito gli impianti olimpici per il mantenimento e la promozione dei siti montani più difficili da gestire, come la pista di Bob e il trampolino del salto a Pragelato. «Soldi promessi e cancellati», dicono Esposito e Merlo. «Dal Piemonte deve partire un´iniziativa politica convergente capace di invertire una rotta devastante per alcuni comparti del post-olimpico – dicono gli onorevoli del Pd – oppure dobbiamo registrare amaramente che l´eredità olimpica è destinata a perdere pezzi significativi un po´ alla volta». Non mancano gli esempi: il biathlon trasferito in Alto Adige. «Nel governo – aggiunge Esposito – non c´è nessuno che pensi ai siti della Val di Susa. Il ministro Frattini è molto più attento al Trentino, mentre il ministro Tremonti è più sensibile alla Valtellina. Non è una questione di colore politico, ma alla Val di Susa chi pensa. Portare i politici a vedere gli impianti forse servirà a smuovere le acque».