Ages, i nuovi padroni non sono arrivati

Federico Genta – LaStampa

Che fine hanno fatto i nuovi padroni dell’Ages di Santena? Se lo chiedono gli operai dello stabilimento di via Trinità, che soltanto alla fine di novembre avevano festeggiato l’accordo che sembrava ormai raggiunto con la Chemikal, una società controllata dalla romana Belconn.

Un patto già di per sé sofferto, perché prevedeva di salvare appena un terzo degli attuali 330 posti di lavoro. In ogni caso si trattava dell’unica strada effettivamente percorribile in alternativa al fallimento delle fabbriche, annunciato per le settimane a venire. Ma, evidentemente, ancora non bastava. Gli operai credevano di poter passare un Natale tranquillo. Così, invece, non è stato.

La selezione del personale, che doveva essere ultimata nel mese di dicembre, non è stata ancora definita. Ancora peggio: manca il piano delle assunzioni, che doveva essere presentato al commissario straordinario ben prima dei brindisi di Capodanno. Il motivo? Sono comparsi «ostacoli e problemi» non meglio precisati.

Le organizzazioni sindacali non hanno nessuna intenzione di restare a guardare, e hanno già chiesto la convocazione di un tavolo regionale. L’incontro è previsto per lunedì prossimo. L’assessore al Lavoro, Carlo Chiama, ha già confermato la sua piena disponibilità per accelerare la trattativa, ma è indubbio che la preoccupazione in città continua a crescere.

La crisi dell’Ages ha radici profonde. Era il novembre del 2008 quando i lavoratori erano scesi in strada per la prima volta. L’azienda di gomma e metallo aveva accumulato un passivo di oltre settanta milioni, e da mesi non pagava più gli stipendi.

Poi è arrivato il commissariamento, e con esso la ricerca di nuovi imprenditori intenzionati a risollevare gli stabilimenti. Per richiamare l’attenzione degli industriali ci sono voluti picchetti lungo le strade, striscioni srotolati in cima alla Mole e lettere consegnate al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ora anche la cordata romana, arrivata in extremis con le migliori intenzioni, sembra vacillare. Ma la cautela è d’obbligo.

«Proprio in questi giorni i rappresentanti della Chemikal hanno rotto il periodo di silenzio, confermando la volontà di acquistare le fabbriche di Santena», spiega Enrico De Paolo della Filcem Cgil. «Certamente nessuno sta nascondendo le difficoltà emerse nelle ultime settimane, ma siamo convinti che un nuovo incontro permetterà di superare definitivamente tutti gli ostacoli». Adesso la vera battaglia si combatte contro il tempo. L’udienza presso il Tribunale di Asti è stata fissata per la mattina di giovedì 13 gennaio.