Primarie Pd, spunta Tricarico ma devono cambiare le regole

DIEGO LONGHIN – Repubblica

Aprire la raccolta firme per candidarsi alle primarie del centrosinistra anche tra i non iscritti al Pd? Un´ipotesi proposta dal deputato Stefano Esposito ma che è stata bocciata dall´assemblea provinciale del partito a metà dicembre, quando furono decise le regole. Ipotesi che ora sembra però riaffacciarsi all´orizzonte nel giorno in cui parte ufficialmente la raccolta delle adesioni tra i Democratici, paventata dal gruppo che fa capo a Marino. Soluzione che potrebbe permettere anche a Roberto Tricarico di scendere in campo. Ed è stato lo stesso Tricarico a discuterne, in una telefonata, con Piero Fassino: «Credo – dice l´assessore alla casa della giunta Chiamparino – che potremmo evitare di sottoporre gli iscritti a questo esercizio che provoca divisioni. Sarebbe meglio allargare all´esterno, fissando un numero congruo di adesioni alle candidature tra gli iscritti. E Fassino, che ha sempre tenuto un atteggiamento leale nei miei confronti, mi sembra concorde su questa linea. Diciamo che alle aule chiuse il Pd potrebbe preferire le spiagge aperte».

Dall´entourage di Fassino si fa sapere che l´ultimo segretario dei Ds, che oggi inizierà a raccogliere le firme dalla circoscrizione uno, non ha nulla in contrario a rivedere le regole, a patto che tutti i candidati siano d´accordo e soprattutto che sia una scelta presa dal partito. L´ex ministro non vuole di sicuro passare come chi si oppone ad altri regole alla mano. E Tricarico, a chi dice che non ha la forza sufficiente per trovare il consenso dentro i Democratici, risponde: «Fissiamo il tetto a 3.500 firme nel tavolo della coalizione. Non mi sembra un numero tanto facile da raggiungere».

Il primo ad aver iniziato a raccogliere le adesioni è Roberto Placido che ieri è partito dalla sua roccaforte, Borgo Vittoria, dove ha incassato quasi 70 firme nel giro di poche ore: «È andata bene ma è abbastanza complicato – dice – già a novembre, in tempi non sospetti avevamo pensato ad un allargamento all´esterno definendo un numero congruo, poi l´assemblea tornò indietro». E anche Giorgio Ardito, che inizierà la raccolta lunedì o mercoledì alla Falchera, sarebbe favorevole: «Ho presentato un ordine del giorno, diverso da quello di Esposito, ma è stato bocciato». Davide Gariglio oggi partirà da San Donato con la sua campagna, domani sarà a Mirafiori: «Mi rimetto alle regole del partito – dice – decida la direzione che cosa si deve fare e mi adeguerò».

La segretaria provinciale non sembra per nulla convinta, anche se ieri sera ha incontrato tutti i candidati per un punto della situazione: «Queste cose le decide il partito e non i candidati e men che meno quelli che non sono candidati – sottolinea piccata – l´assemblea ha votato a larghissima maggioranza e le regole sono aderenti allo statuto Pd. E non mi risulta che ci siano aperture verso le firme esterne».

Regole a parte, si inizia a discutere anche di programmi e di come costruirli. Fassino si sta preparando all´appuntamento del 16 gennaio al Lingotto, ma già prima, martedì alle 17 all´istituto Gramsci, ha organizzato una riunione per discutere del futuro della città con giovani del Pd e la società civile. Invitate diverse figure, ad iniziare dal rettore del Poli, Francesco Profumo, che aveva già precedenti impegni, dal professor Mario Calderini, dal professor Angelo Pichierri, presidente dell´Ires, al professor Pietro Garibaldi. Lo scopo è quello di ascoltare e di allargare la partecipazione alle costruzione delle linee guida del programma.