Pd: niente alleanza con Prc e Pdci

DIEGO LONGHIN – Repubblica

Il Pd di Torino pensa ad una strategia del doppio binario nei rapporti con la Federazione della Sinistra che, da quasi due anni, non fa più parte della maggioranza che sostiene Chiamparino. Nell´ultima segreteria provinciale è emersa una linea unitaria sulla questione: no ad un accordo con Comunisti italiani e Rifondazione per le elezioni comunali, ma dialogo a tutto campo per raggiungere intese per il voto nelle circoscrizioni, ragionando anche sulle presidenze dei quartieri. Un modo per tenere la porta aperta in vista di un possibile, e pare probabile, secondo turno, quando un accordo con Fds sarebbe auspicabile.

E il terzo polo? Questione più spinosa. Anche con Api e Udc l´intenzione sarebbe quella di partire con ragionamenti a livello di quartiere, ma nella riunione della coalizione di ieri, dove si sono abbozzate le prime regole delle primarie di coalizione del 27 febbraio, non era presente nessun esponente del partito di Rutelli e di Casini, mentre c´era il segretario cittadino di Rifondazione, Renato Patrito. La segretaria del Pd Paola Bragantini è prudente: «Il dibattito sulle alleanze è in corso, le posizioni sono differenti, e non possiamo pensare ad alleanze “à la carte” a seconda dei gusti e dei momenti. Nessuna decisione è stata ancora presa». Ma l´indicazione è stata chiara e Stefano Esposito ribatte: «Con Rifondazione non ci sono le condizioni politiche per fare un´alleanza per le note differenze di posizioni su temi cruciali. Piuttosto si rifletta sulle circoscrizioni, come punto di partenza, non solo con la Federazione della Sinistra ma con il nuovo polo. Linea che sarà discussa venerdì in direzione».

Nella riunione della coalizione si è deciso che ciascun partito che presenterà un candidato per le primarie deciderà al suo interno se raccogliere le firme o meno. Sinistra e Libertà, quando presenterà un nome, potrà anche non cercare adesioni tra iscritti o cittadini. Alla competizione si potranno presentare anche “cani sciolti”, senza etichetta di partito, ma in questo caso dovranno raccogliere 5 mila firme tra i cittadini. «E non è il caso di Roberto Tricarico – sottolinea Bragantini – che è un iscritto. Anzi, se vuole farsi avanti, lo invito a farlo formalmente e a raccogliere le adesioni dentro il Pd». Tricarico riuscirà ad avere la benedizione di Sel e di Nichi Vendola? Oggi il leader di Sinistra e Libertà sarà a Torino, ma non per parlare di elezioni e politica. Andrà ai cancelli di Mirafiori per discutere con gli operai.

Piero Fassino, in vista dell´appuntamento di domenica nella Sala Gialla del Lingotto, ieri ha incontrato all´istituto Gramsci la società civile e parte dei giovani del Pd per una prima discussione sul programma. In sala ricercatori, docenti ed ex docenti come l´ex sindaco Valentino Castellani, Mario Calderini, Pietro Garibaldi, Francesco Tuccari, Sergio Scamuzzi.

E anche il mondo di Don Ciotti, attraverso la Fondazione Benvenuti in Italia, ha dettato le priorità: lavoro, acqua pubblica e seconde generazioni immigrate. Ha anche fatto un test per sondare le preferenze fra i cento giovani. La metà non si è espressa. Il resto si è diviso tra Tricarico, 19 voti, Fassino, 16, Artesio, 10, Passoni, 4, Gariglio, 1. «Noi no ci schieriamo con nessuno – dice Davide Mattiello – decideremo dopo le primarie».