Pd, spot di Bersani a favore di Fassino

Maurizio Tropeano – LaStampa
La direzione nazionale del Pd si chiude con un spot del segretario e del presidente in favore di Piero Fassino. «Vorrei ringraziarlo – spiega Pierluigi Bersani – per la sua generosità e la sua disponibilità dimostrata nel mettersi a disposizione della battaglia per la città». Toni simili usa Rosi Bindi. Nessuno ha sollevato il caso di Roberto Tricarico, l’assessore comunale alla Casa, che ha annunciato la sua volontà di candidarsi raccogliendo le firme non solo tra gli iscritti del Pd ma anche tra gli elettori. Non l’ha fatto Ignazio Marino che pure aveva sollevato il problema in un’intervista a La Stampa e non l’hanno fatto i rottamatori di Pippo Civati.

Resta da capire che cosa farà adesso Tricarico tenendo anche conto del fatto che alla fine della direzione Marino ha votato il documento presentato da Bersani. L’assessore, interpellato, annuncia che spiegherà la sua posizione nel corso della direzione provinciale ma i volontari che in queste settimane lo hanno appoggiato hanno già fatto partire la macchina organizzativa distribuendo nei quartieri popolari moduli per la raccolta delle adesioni e organizzando i turni per i banchetti che domenica saranno sistemati in giro per la città.

Ieri a Roma la segretaria provinciale, Paola Bragantini, ha incontrato Marino, Civati e la parlamentare Paola Concia, per spiegare le scelte fatte dal partito a livello locale, «scelte che un dirigente come Tricarico dovrebbe rispettare». E in caso contrario il partito non potrebbe che trarne le conseguenze. Tradotto vuol dire o dentro o fuori.

E così il Pd non cambia le regole: servono le firme di 700 iscritti per partecipare alla pre-selezione democratica. E ad oggi i candidati in campo sono quattro (Ardito, Fassino, Gariglio e Placido). Chi tra loro supererà la soglia potrà partecipare alle primarie di coalizione. La direzione nazionale infatti ha giudicato inammissibile l’ordine del giorno presentato dal parlamentare Stefano Esposito per porre dei paletti al loro svolgimento «perché non ha senso farle solo se lo chiedono i vendoliani mentre gli altri partiti del centrosinistra non sono interessati». E prima di lui era stato il vicesegretario, Enrico Letta. Nessuno stop, però, perché per dirla con Fassino «non possiamo aprire un dibattito surreale sulle primarie mentre ne abbiamo convocate diverse. Ora dobbiamo lavorare per far partecipare i cittadini».