Gli industriali in allarme: “La Tav non deve finire come il Roma-Parigi”

MARIACHIARA GIACOSA – Repubblica

«Quello che capita oggi, con il treno notturno Roma-Parigi che passa da Lombardia e Svizzera e taglia fuori il Piemonte, è la fotografia di quanto potrebbe accadere tra vent´anni, se non si realizza in fretta la Torino-Lione». A dirlo è Mariella Enoc, presidente di Confidustria Piemonte che lancia un grido d´allarme perchè «l´attenzione sull´opera si è abbassata». La Tav «non può non essere tra le priorità del Governo, sicuramente la prima se si pensa alle infrastrutture, e meriterebbe un´attenzione quotidiana, politica e istituzionale, a tutti i livelli rispetto alle scadenze, ai contenuti e ai segnali credibili e positivi da dare sulla val di Susa». Secondo la presidente, dopo l´approvazione alla Camera delle mozioni bipartisan a sostegno dell´opera, «il governo era legittimato ad agire, eppure, alle parole, sono seguiti pochi fatti». Non si è riunito il tavolo politico, Rfi non ha presentato il progetto preliminare della tratta che dalla bassa valle porta a Torino, non c´è stato l´accordo economico tra Italia e Francia e continua a slittare il vertice tra i due ministri. «La mia sensazione – aggiunge Paolo Balistreri, segretario generale di Confidustria e direttore del comitato promotore Transpadana – è che l´Italia sottovaluti l´Europa: forse non è chiaro che, se non manteniamo gli impegni, ci toglie i soldi». L´ha già fatto a dicembre: un semaforo giallo che ha decurtato 9 milioni dal budget europeo per l´opera, «evidentemente – ironizza – non ci siamo spaventati abbastanza». Lunedì Transpadana ha in programma un incontro con i soci piemontesi, per creare una cabina di regia che «sia di stimoli e favorisca lo scambio di informazioni».

E´ però a livello nazionale che si gioca la partita più grossa: gli industriali chiedono che sia fissata da subito la data del vertice binazionale per il nuovo accordo, condiviso con l´Europa. «Se si dà l´idea di avere ancora delle titubanze – secondo Balistreri – è ovvio che ci sia ancora qualcuno che ogni tanto propone di far passare la Tav da altre parti», con riferimento alle dichiarazioni del presidente Claudio Burlando (Pd), che ieri ha candidato la Liguria a «ospitare» il corridoio 5, al posto della Val di Susa. «L´Europa è stata chiarissima – aggiunge – il progetto non cambia, al massimo muore e i soldi andranno su altri progetti, con conseguente isolamento dell´Italia e del Piemonte».

Ma l´affondo sulla credibilità è destinato anche alle Ferrovie, che ieri hanno annunciato il nuovo servizi per Parigi: «Non siamo credibili se oggi, per andare verso Parigi, Moretti punta a passare dalla Svizzera. Il governo è il suo azionista unico e crede nella Torino-Lione: Trenitalia si adegui, con segnali chiari». Della stessa opinione anche il parlamentare del Pd Stefano Esposito: «Fs non dia sempre l´impressione di boicottare Piemonte e val di Susa» con iniziative che sono «in contraddizione con le indicazioni europee sulle grandi direttrici ferroviarie», aggiunge Piero Fassino. Sulle dichiarazioni di Burlando torna anche il segretario regionale del Pd, Gianfranco Morgando, per cui «il Governo offre spazi di manovra alle lobby anti-tav perchè non convoca il tavolo istituzionale e prende tempo sul nuovo accordo italo-francese». Pronta la replica di Agostino Ghiglia (Pdl): «Il governo è da sempre impegnato per realizzare l´opera». A conferma arriva la promessa del governatore Cota: «Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta mi ha confermato la disponibilità a riunire il tavolo politico sulla Tav tra il 7 e il 12 febbraio».