Il centrosinistra “nasconde” la Tav

MAURIZIO TROPEANO – LaStampa

Edire che il sindaco, Sergio Chiamparino, alla fine della seconda convention di Veltroni al Lingotto era stato chiaro: impossibile fare alleanze con chi non vuole la Tav. Detto, fatto. Il Pd decide che è impossibile fare alleanze con la Federazione della Sinistra. Tre giorni dopo nel patto di programma e solidarietà tra le forze democratiche e progressiste che si candidano come coalizione di centrosinistra alla guida della città l’acronimo Tav, le parole alta velocità o Torino-Lione non ci sono. Termini che sono stati volutamente omessi. Al loro posto un generico impegno che, come ammette il radicale Silvio Viale, è scritto in modo così «sibillino che permette a tutti i partiti di interpretarlo secondo i loro programmi particolari.

Che cosa c’è scritto nel documento? Il Comune avrà un ruolo attivo «nella modernizzazione e nel potenziamento delle infrastrutture e dei servizi di mobilità, capaci di offrire eccellenza nei servizi di trasporto pubblico e di favorire la realizzazione delle reti infrastrutturali strategiche per la connessione dei nostri territori ai grandi sistemi di comunicazione europei».

Con una simile costruzione linguistica la previsione di Viale diventa realtà. Per Paola Bragantini, segretaria provinciale del Pd, «è evidente che per noi democratici è scontato l’impegno per la realizzazione della Torino-Lione, della linea 2 del metrò e delle altre infrastrutture che garantiscono lo sviluppo della città». Diversa la lettura di Antonio Ferrentino, segretario di Sinistra e Libertà: «Noi siamo favorevoli ai collegamenti con i grandi sistemi di comunicazione europei ma sosteniamo che si possono fare con le proposte del documento sulle Ferrovie Alpine presentato dai sindaci valsusini che prevede di risolvere le criticità del nodo di Torino e solo in una seconda fase, e in base ai flussi di traffico, se scavare o meno il tunnel di base».

E per Sel il patto va bene perché «permette alla coalizione di affrontare unita la campagna elettorale rinviando le decisioni di merito alle future scelte di governo». E Viale precisa: «Questo non è il programma del futuro sindaco ma una progetto comune per affrontare le primarie che ogni candidato poi caratterizzerà come meglio crede. In ogni caso le competenze del comune sull’alta velocità sono inesistenti».

Nel documento c’è la volontà di avviare una nuova stagione amministrativa «forti dei positivi risultati ottenuti dalle Giunte di centrosinistra che hanno guidato la città in questi anni». E poi si prende atto dell’esito del referendum della Mirafiori e si guarda al futuro con tutelando i lavoratori e i loro diritti e sostenendo «l’insediamento e l’investimento produttivo, a cominciare da quello che ruota intorno allo stabilimento Fiat».

Il patto è stato sottoscritto anche dai Moderati e dall’Italia dei Valori solo nella parte programmatica e non in quella che indica le primarie come lo strumento per la selezione del candidato sindaco.