Chiamparino a Fassino “Attento alle ambiguità”

RAPHAËL ZANOTTI – LaStampa

Sergio Chiamparino, da Bruxelles, striglia il Pd e avverte Piero Fassino, uno dei candidati alla sua successione, sui pericoli della prossima campagna elettorale. «Bisogna dire no ai balbettamenti sulla Tav e all’ambiguità che sta affondando il partito», spiega. Il sindaco aggiunge di non temere l’eventuale discesa in campo del leader della Fiom, Giorgio Airaudo (oggi scioglierà le riserve): «Rappresenterebbe un problema per i candidati democratici soltanto se andasse poca gente a votare». Dunque, l’invito (anche) a Fassino è quello di massimizzare il voto moderato. «Bisogna dire che non stiamo con i No Tav – continua Chiamparino – così come che non stiamo con i No Fiat. E nemmeno con i No Chiamparino, intendendo con questo non un riferimento alla mia persona, ma a quello che hanno rappresentato questi due mandati per la città. Dobbiamo essere orgogliosi della Torino che riconsegniamo».

Troppo ambigui sulla Tav, troppi balbettamenti: in questo primo scorcio di campagna elettorale rivedo gli stessi errori che stanno affossando il Pd». Sarà l’aria fredda che a queste latitudini sferza senza sosta e rischiara le idee, sarà la distanza da Torino che permette prospettive diverse, ma a Bruxelles, dove ha partecipato alla sessione plenaria del Comitato delle Regioni, il sindaco Sergio Chiamparino si lascia andare alle sue «riflessioni fiamminghe». L’occasione è data dall’eventuale discesa in campo di Giorgio Airaudo e dalla manifestazione, nella sua Torino, della sinistra che contesta l’accordo Fiat.

Mi hanno detto che alla manifestazione, il mio era uno dei nomi più citati insieme a quello di Marchionne. È vero?». Sì, è vero. C’è una parte della sinistra che guarda al leader della Fiom. Può diventare un problema per il Pd? «Solo se alle primarie andranno in pochi a votare. La Fiom è ormai un partito, altrimenti cosa ci farebbero le sue bandiere ai cortei No Tav?». Un partito che, sull’onda dell’accordo per Mirafiori, potrebbe però avere una discreta capacità di mobilitazione. O no? «Non penso. Non bisogna guardare al referendum Fiat come al momento fondativo di un eventuale partito di Airaudo. Il no all’accordo nasceva anche da dinamiche familiari che nulla hanno a che fare con la politica. C’è una fetta di operai che è vicina alla pensione e che magari non vede male qualche periodo di cassintegrazione, ma un peggioramento delle condizioni di lavoro sì. Magari è gente che poi, quando ci sono le politiche, vota a destra o Lega. Non è detto che siano tutti voti del Pd per Airaudo». Tuttavia, Airaudo è un nome che potrebbe raccogliere un certo consenso. «Diventerebbe il vice di un partito vendoliano, non so se gli convenga. C’è una cosa però: quell’area ha parole d’ordine precise, noi no e questo può essere un problema. Faccio un esempio: nel programma della coalizione non compare la parola Tav, è stata sostituita da un’allocuzione ambigua. Se posso dare un consiglio, da persona che ha guidato questa città negli ultimi anni, è un errore. Se fossi il candidato dell’altro schieramento, è la prima cosa che sottolinerei: “Vedete, archiviato Chiamparino la sinistra ha già consegnato la Tav alla sua componente del No”. Invece a Torino c’è una grande fetta di elettorato di sinistra, connesso con il mondo del lavoro, che è favorevole alla Tav». Ci sono parole d’ordine a cui non ci si può sottrarre? «Bisogna dire che non stiamo con i No Tav, che non stiamo con i No Fiat, che non stiamo con i No Chiamparino, intendendo con questo non un riferimento alla mia persona, è chiaro, ma a quello che hanno rappresentato questi due mandati per la città. Dobbiamo essere orgogliosi della Torino che consegniamo alla nuova tornata elettorale». Esce e comincia a passeggiare. Le è piaciuta l’ultima intervista di Fassino sull’Università? «Articolata. Entra un po’ troppo nello specifico. Invece, bisognerebbe presentare pochi nodi, ma chiari. Offrire l’orizzonte, poi ci sarà tempo per muoversi all’interno. In compenso, mi è piaciuta l’iniziativa della Compagnia di San Paolo: due team di diverse generazioni che si confrontano sulla Torino dei prossimi dieci anni». Insomma, si sta agendo bene? Chiamparino tira su il bavero e infila le mani in tasca: «Fa freddo qui, eh!».
«Così si dà l’idea di esserci consegnati ai contrari alla Torino-Lione» «Bisogna rivendicare con orgoglio quanto fatto in questi dieci anni»