Tricarico, ultima sfida al Pd

Sara Strippoli – Repubblica
Roberto Tricarico presenta oltre duemila firme di cittadini e chiede di essere ammesso alle primarie del centrosinistra. Toccherà al tavolo della coalizione decidere se la sfida dell´assessore alle regole avrà un esito positivo. La segretaria provinciale Paola Bragantini non vuole commentare. Anche l´assessore al bilancio Gianguido Passoni presenta la sua candidatura come società civile. La direttrice dell´Istituto zooprofilattico Maria Caramelli è invece il nome su cui punta il terzo polo. Intanto si è conclusa l´indagine del gruppo di lavoro dell´ex sindaco Castellani da cui emerge una città spaccata in due.
Nel percorso di avvicinamento verso le primarie del 27 febbraio il quadro si complica e si annunciano i tempi duri delle decisione scomode. Dopo il raggiungimento del quorum di firme da parte di Piero Fassino e Davide Gariglio, della discesa in campo del radicale-democratico Silvio Viale, ieri alla segreteria provinciale sono arrivate le richieste ufficiali di Gianguido Passoni (candidato civico) e Roberto Tricarico, il quale ha deciso di sfidare le regole del partito dall´interno. Ed è quest´ultima la spina nel fianco dei democratici, visto che l´assessore comunale alla casa presenta 2.167 firme di cittadini (nomi come Franzo Grande Stevens, Giampaolo Zancan, Liborio Termine, Marta Levi, la presidente dell´assemblea regionale del Pd Laura Onofri, Maddalena Rostagno) e promette di raccogliere le tremila richieste per una candidatura civica entro il termine del 19 febbraio. Non solo, Tricarico aggiunge di essere pronto a dare le dimissioni dal Pd «nel caso in cui il partito indicasse come condizione ostativa la sua appartenenza al Pd. Se questo fosse l´aut-aut sarei pronto a valutare la mia uscita dal partito». La decisione sarà presa al tavolo della coalizione di lunedì, il termine scade oggi a mezzogiorno quando le buste saranno aperte e valutate. «Non sono un dirigente del partito», dice l´assessore della giunta Chiamparino che del Pd è stato vicesegretario regionale e ha guidato la mozione Marino in Piemonte alle regionali prendendo quasi 26mila preferenze: «Penso che il Pd faccia ancora in tempo a riconoscersi dentro le regole di coalizione e poi mi chiedo quali siano i vincoli di appartenenza considerato che Romano Prodi a Bologna non ha appoggiato il candidato del Pd. Deve forse essere espulso?».

Paola Bragantini si rifiuta di commentare questa vicenda. La sua idea è sempre la stessa, da tempo sostiene che un iscritto del Pd deve rimanere entro le regole stabilite per gli altri. Il coordinatore della segreteria regionale Stefano Lo Russo riprende le dichiarazioni di Gianfranco Morgando e aggiunge: «Diventa difficile che al tavolo della coalizione il Pd possa smentire se stesso. Sarebbe un insulto ai nostri iscritti». E se Tricarico desse le dimissioni dal partito? «Avrebbe il sapore di un giochetto tattico per eludere le regole piuttosto che una credibile iniziativa politica». Stefano Esposito dice che la situazione deve essere affrontata all´interno degli organismi dirigenti e aggiunge che di fronte ad eventuali dimissioni di Tricarico dal partito, il Pd dovrebbe prendere in considerazione la sua candidatura. I partiti della coalizione scuotono la testa. Mimmo Portas dei Moderati dice che la vicenda Tricarico non lo interessa affatto: «Se non ci fossero state le primarie tutto questo sarebbe stato evitato». Per Sel Antonio Ferrentino: «La storia riguarda il Pd, noi abbiamo fatto un percorso e Tricarico è un democratico».

Nulla da eccepire invece sull´ufficializzazione del nome dell´assessore al bilancio del Comune di Torino Gianguido Passoni. La sua è una candidatura civica. «Raccoglierò le tremila firme – dice – anche se finora non ho difficoltà a dire che non ho ancora cominciato». Con Passoni c´è un pezzo di Sel: Salinas, Grimaldi, ci sono associazioni della galassia laica, i ragazzi della Fabbrica per Torino, cittadini che in questi anni hanno apprezzato il lavoro svolto a Palazzo Civico. Finora il gruppo ha lavorato in silenzio sul programma e i cinque punti specifici elaborati finora si trovano sul sito www.torinobenecomune.it: «Siamo gli unici ad avere le articolazioni sul territorio», dice con una punta di orgoglio Passoni.

Intanto, nella “battaglia” per ottenere anche il voto degli stranieri, Piero Fassino si assicura il sostegno del Circolo europei per l´Italia, cui fa riferimento gran parte della comunità rumena (42 mila i residenti sotto la Mole). Il circolo ha promesso un incontro con l´ex segretario Ds per il 5 febbraio in corso Venezia 11.