Sul ferroutage l’ombra dei tagli

SARA STRIPPOLI – LaStampa

Un giorno di fibrillazione e in serata la rassicurazione del ministro Altero Matteoli: «la copertura per la linea dell´autostrada ferroviaria alpina ci sarà». Promessa che vale per il 2011, dopo chissà. L´allarme partito con la diffusione di una lettera datata 1 febbraio e inviata ai ministeri dei Trasporti e dell´Ambiente, ha aperto un caso politico che in poche ore ha messo in agitazione Regione, ministeri italiani e francesi, i vertici dell´Osservatorio Torino-Lione, parlamentari di centrodestra e centrosinistra, le associazioni imprenditoriali. Oggetto dei timori la preoccupazione per l´ennesimo rischio di penalizzazione del Piemonte da parte di Trenitalia dopo l´esclusione della regione dal nuovo collegamento da Roma e Venezia per Parigi.

Nella lettera Trenitalia dice infatti di essere costretta a far cessare, dal 13 febbraio, il servizio di trasporto merci dell´Autostrada Ferroviaria alpina che collega l´interporto di Orbassano alla cittadina francese Aiton. Nessuna risposta è arrivata, si precisa nella lettera, alle sollecitazioni inviate prima di Natale per chiedere se il governo intendeva rinnovare il finanziamento del progetto, avviato in via sperimentale nel novembre del 2003 su volere dei due ministeri dei trasporti italiano e francese. La lettera del primo febbraio aveva un precedente. Il 15 dicembre c´era stato un ultimo avvertimento: «In mancanza di una tempestiva e formale richiesta da parte del ministero che garantisca la disponibilità dei fondi necessari anche per il 2011, ci vedremo costretti a far cessare i servizi».

L´allarme è stato lanciato dall´onorevole Pd Stefano Esposito, il quale ha subito presentato un´interrogazione in cui chiede come sia possibile che non ci siano i finanziamenti per il 2011, come mai, dopo otto anni di sovvenzioni (50 per cento italiani, 50 francesi) ci si tira indietro all´ultimo momento con il rischio che siano i francesi ad assumere la gestione per intero e infine come rispondere allo spreco di denaro speso finora per il servizio.

Nella serata di ieri la dichiarazione delle Ferrrovie dello Stato, che nulla sanno della decisione del governo, confermano il clima di caos: «In questo momento è in corso una trattativa al ministero. Nessuna posizione formale è stata presa. Se il ministro dichiara che i finanziamenti ci sono significa che dicevamo la verità». La preoccupazione ha coinvolto anche il presidente dell´Osservatorio tecnico Mario Virano, il quale era ieri a Palazzo Chigi per discutere della data del tavolo politico sulla Tav e dice di aver avuto rassicurazioni da parte del governo: «ma aspetto di conoscere i dettagli», aggiunge. Anche il segretario generale di Transpadana Paolo Balistreri ha accolto la notizia con stupore e dai suoi referenti francesi ha saputo che in Francia nulla si sapeva dell´aut-aut e delle indecisioni del governo: «Molte aziende erano interessate a utilizzare il servizio di trasporto merci – dice – si poteva comprendere una difficoltà iniziale ma adesso la posizione del governo deve essere chiara e coinvolgere anche gli anni futuri».

Stefano Esposito tira in ballo l´assessore regionale ai trasporti Barbara Bonino, alla quale peraltro la lettera di Trenitalia non è neppure stata inviata. Bonino è l´unica ad essere fiduciosa che la posizione di Trenitalia possa cambiare: «L´autostrada ferroviaria alpina è un progetto che prevede non solo di trasformare in collegamento stabile un servizio sperimentale ma di potenziarlo. A questo fine Italia e Francia si sono impegnate ad indire una gara per l ‘affidamento del servizio e a reperire quindi le risorse per la copertura pluriennale».