Retromarcia di Moretti: “Innegabile l’importanza della Torino – Lione”

MAURIZIO TROPEANO – LaStampa

Alla fine il pressing del governo e, in particolare del sottosegretario alla Infrastrutture Mino Giachino, hanno suggerito all’amministratore delegato del gruppo Fs, Mario Moretti, di precisare il suo pensiero sulla Torino-Lione definita nei giorni scorsi secondaria rispetto alla risoluzione dei problemi ferroviari della Grande Milano. Una retromarcia verbale che mette i due progetti sullo stesso piano di priorità. Secondo Moretti, infatti, «i grandi agglomerati, come appunto la Grande Milano, generano un traffico imponente. Risolvere in modo esaustivo questo aspetto significa dare alle grandi opere altrettanto importanti come la Torino Lione, la possibilità di esprimere il massimo delle loro potenzialità».

Dunque «nessuna intenzione di sminuire il valore economico e sociale di questo progetto quanto piuttosto il contributo a far si che tale valore possa effettivamente esplicarsi». Anche se nel comunicato stampa Moretti non rinuncia completamente al suo punto di vista tecnico: il problema delle grandi concentrazioni urbane «deve essere risolto in fretta, adeguando la capacità trasportistica di queste alle moderne esigenze di mobilità».

Sta di fatto, però, che l’amministratore delegato delle Ferrovie ha deciso di adeguarsi alle richieste del Governo che deve fare i conti con le proteste del fronte Si Tav torinese. Un fronte che esplicitamente per bocca del sindaco Sergio Chiamparino e di Confindustria Piemonte chiede all’esecutivo non solo di dare segnali concreti nei confronti del territorio ma anche di tenere una linea univoca, compresi i manager indicati dal pubblico, sulla realizzazione del Tav. Senza dimenticare il pressing sotto-traccia della Regione, soprattutto dell’assessore alle Infrastrutture, Barbara Bonino.

Segnali, soprattutto quelli del mondo industriale, che il governo non può sottovalutare. E così si è cercata una via d’uscita. A tracciarla è il sottosegretario Giachino nella sua risposta all’interrogazione urgente presentata dal parlamentare Pd, Stefano Esposito, che ha invocato uno stop all’azione demolitoria di Moretti». Giachino è netto e ribadisce che «l’importanza dei progetti nel corridoio 5, nel quale rientra la Torino-Lione non è in discussione». Ecco perché le parole di Moretti «sono da intendersi come testimonianza della grande rilevanza delle realtà metropolitane nell’assetto trasportistico e del fatto che i grandi nodi urbani essendo generatori di traffico».

Esposito, però, prende atto delle precisazioni di Moretti ma resta scettico: «C’è una lobby che lavora al di fuori delle sedi di decisione politica e istituzionale per non realizzare il Tav. Se la Torino-Lione non dovesse essere costruita non si dia la colpa a qualche sindaco della Valsusa ma a questa lobby, capeggiata da Moretti, e alla disattenzione che le Ferrovie riservano ai pendolari di quei territori».