Tra gomitoli e ombrelli Centomila in piazza

City

Una fiumana colorata di gente, un incedere imponente di passi decisi, un viavai di esperienze ed energia attraverso via Roma, i portici di via Po, via Rossini, via Montebello fino ad arrivare in piazza Vittorio. Donne, uomini, anziani, giovani, in un mix di voci ed idee impresse tra slogan e cartelloni per rivendicare il rispetto delle donne: così si presentava Torino, ieri, durante il corteo anti-Berlusconi. “Una manifestazione gentile, qui non troverete cafoni o cafone”, spiegavano le voci dal palco. L’iniziativa, partita da piazza San Carlo, secondo gli organizzatori ha visto la presenza di oltre 100mila persone.

Tam tam dal Web

In molti hanno portato ombrelli, non per ripararsi dalla pioggia, ma, come si richiedeva in un tam tam partito sui social network e tramite e-mail, “per ripararsi dal fango che viene gettato sulle donne”. Un altro oggetto simbolo della protesta è stato un gomitolo di lana. Centinaia i fili srotolati come a creare una rete colorata “che unisce tutti gli uomini e le donne indignati”. Tra i partecipanti c’erano i candidati sindaco alle primarie del centrosinistra Piero Fassino, Davide Gariglio e Silvio Viale (presidente dei Radicali Italiani), Mina Welby, l’ex presidente della Regione Mercedes Bresso, i deputati del Pd Stefano Esposito e Giorgio Merlo.

Musica e appelli

In via Verdi davanti alla sede della Rai i manifestanti hanno letto un appello contro “una cultura diffusa che propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno”. Non è mancata neppure la musica con pulmini carichi di band e amplificatori. Molti i cartelli e gli striscioni con scritte come “Io non mi arrendo”, “Donna è cultura”, “Pornocrazia? No, grazie”.