Le Ogr cancellano la maxi-biblioteca

EMANUELA MINUCCI – LaStampa

Scusate, ma la biblioteca Bellini? L’avete per caso sentita menzionare nel grande progetto di riqualificazione delle Ogr? Io, no». Il primo a porsi il dubbio – che poi ieri è finito in giunta, monopolizzando la discussione – è stato il consigliere di Sel Marco Grimaldi. Il secondo, un po’ più toccato nel vivo, l’assessore alla Cultura Fiorenzo Alfieri, che ha seguito fin dall’inizio il progetto della biblioteca (affidata all’archistar milanese per 15 milioni di euro), e che ieri ha chiesto conto del suo futuro: «Quando venne eletto Champarino, nel 2001, si era appena concluso un concorso di progettazione per un centro culturale comprendente una biblioteca centrale e un teatro di prosa e danza di 1.200 posti, due strutture di cui Torino è tuttora sprovvista – ha ricostruito Alfieri al termine della giunta – il bando conteneva l’obbligo della Città di attribuire il progetto al vincitore e cioè allo studio Bellini di Milano. Nel frattempo si era concordata con Regione e fondazioni bancarie un’ipotesi di ripartizione dei costi. Quando la progettazione arrivò alla fase esecutiva le possibilità di investimento del Comune furono decimate dalla finanziaria, costringendo la Città a rimandare l’appalto». Poi la conclusione: «E’ evidente che oggi non può essere trascurata la disponibilità offerta dalla fondazione Crt e da altri privati di intervenire su quell’area. Ma non bisogna dimenticare che una nuova biblioteca multimediale è indispensabile: soprattutto per una metropoli moderna che aspira a diventare una capitale della cultura».

Il sindaco Chiamparino non ha comunque escluso che la stessa biblioteca possa essere ricompresa nel progetto presentato da Crt per le nuove Ogr (che fra l’altro ieri la giunta ha approvato) «magari rimodulata», oppure essere trasferita così com’è stata progettata da Bellini in un’altra area.

E sempre a proposito della riqualificazione delle Ogr («un grande polo univeristario, culturale, produttivo e di loisir» così come l’ha presentato la fondazione Crt) ieri il parlamentare del Pd Stefano Esposito ha espresso tutti i sui dubbi: «Niente da dire sull’estensione del Poli, ma c’è davvero bisogno di un altro centro congressi a fronte delle tante altre realtà analoghe esistenti, come quella gestita da Gl Events al Lingotto? E che dire poi dello spazio concerti? Abbiamo a Torino una realtà come Live Nation che ha “adottato” il Palavela e il Palaisozaki. Siamo sicuri che riusciremo a riempire di appuntamenti anche le Ogr? O resterà una nuova cattedrale nel deserto? Ultima non trascurabile questione: come sono stati individuati i nuovi operatori? Siamo certi che abbiano il profilo giusto? Ricordiamoci che si tratta sempre di soldi pubblic, verificare non sarebbe male».