CENTRO PRODUZIONE RAI TORINO

“Nei prossimi giorni presenteremo una mozione parlamentare sul futuro del centro di produzione Rai di Torino. Chiediamo al Presidente Cota di sostenere questa iniziativa parlamentare e di impegnarsi per impedire il progressivo svuotamento produttivo del centro di produzione a favore di Milano. Come già sulla Tav, ora sulla sede torinese della Rai vogliamo vedere se tutti sono disposti ad assumersi precisi impegni. La Regione Piemonte ha strumenti politici e finanziari per intervenire e Cota deve dimostrare che Torino non è diventata una nuova Provincia di Milano. Non ci basta la solita parola buona che Cota non nega mai a nessuno: ci interessa il suo intervento e la prova che per lui gli interessi di Torino prevalgono su quelli di Milano e sulle logiche padane”: così hanno dichiarato questa mattina i parlamentari del PD On. Stefano ESPOSITO e On. Giorgio MERLO in occasione di una conferenza stampa sul futuro del Centro di produzione della Rai a cui hanno partecipato anche l’On. Teresio DELFINO (Deputato UDC), Aldo RESCHIGNA (Capogruppo PD Consiglio regionale) ed Enzo LAVOLTA (Pres. Commissione Lavoro Comune di Torino).

Spiegano Stefano ESPOSITO e Giorgio MERLO: “A confermare la gravità della situazione è anche la vicenda dei ‘Vespri siciliani’, uno degli eventi culturali più importanti delle celebrazioni dei 150 anni (che vedrà la presenza del Presidente Napolitano il 18 marzo) e che sarà ripreso e trasmesso non attraverso il centro Rai di Torino ma attraverso quello di Milano. E’ il momento di scelte politicamente nette. Ci sono macigni che se non rimossi rischiano di azzerare la presenza della Rai a Torino, ovvero gli investimenti per l’innovazione tecnologica, le commesse, le risorse. Senza queste condizioni l’epilogo è scontato e il centro Rai di Torino non potrà che continuare a indebolirsi diventando una realtà di serie B. Chi ha a cuore una visione federalista non può non operare a sostegno di un’eccellenza che deve essere difesa e valorizzata. Un anno fa è stato sottoscritto un protocollo tra Regione, Provincia e Comune dove le parti si assumevano precisi impegni. Il Presidente Cota finora si è distinto per disinteresse. A distanza di un anno è giunto il momento di una concreta risposta di prospettiva e di futuro”.