Disposizioni per lo svolgimento di elezioni primarie per la formazione delle liste per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica

Ho appena sottoscritto la Proposta di Legge AC 4170 recante “Disposizioni per lo svolgimento di elezioni primarie per la formazione delle liste per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica“. Di seguito potrai trovare il testo.

Relazione

Onorevoli colleghi! – E’ presente all’attenzione di tutti il distacco creatosi tra larga parte dell’opinione pubblica e i parlamentari, e il rischio conseguenti alla sfiducia degli elettori verso il Parlamento, a cui spetta costituzionalmente l’esercizio della funzione legislativa.

E’ nostra convinzione che questo dipenda in parte anche dall’attuale sistema elettorale che permette di scegliere la coalizione, il partito e il candidato premier ma impedisce agli elettori di scegliere il singolo candidato, di valutarne le competenze, di affidare ad esso la rappresentanza di un territorio o di altre legittime istanze. Si tratta di una grave limitazione alla democrazia, di un oggettivo accentramento nel potere delle segreterie dei partiti della scelta dei candidati, di un limite oggettivo alla rappresentanza dei territori.

Con la presente proposta si intende quindi favorire l’istituzione di primarie di partito per la selezione delle candidature alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica come strumento di selezione dei candidati che successivamente andranno a comporre le liste elettorali vere e proprie.

Si tratta di una modalità diffusa in maniera sempre più corposa a livello internazionale, vista la valenza democratica dello strumento stesso e la capacità di coinvolgere quella fetta di elettorato che intende partecipare direttamente alla vita politica, pur non intendendo farlo attraverso le tradizionali forme di partecipazione.

Peraltro la dottrina costituzionalistica – come mostrano gli atti dell’Assemblea annuale dei Costituzionalisti svoltasi ad Alessandria nel 2008 – è ormai pressoché concorde nel far discendere da una interpretazione maggiormente rispondente al contesto attuale dell’articolo 49 la possibilità di introdurre una disciplina legislativa dei partiti politici.

La presente proposta di legge non intende affrontare tutte le problematiche legate ad un tale intervento legislativo ma punta ad affrontare un nodo cruciale: le modalità di partecipazione dell’elettorato alla selezione delle candidature alle successive elezioni, “la funzione avente rilevanza costituzionale” (ord. n. 79 del 2006) per eccellenza svolta dai partiti medesimi e che quindi legittima un intervento legislativo in materia, a garanzia di trasparenza e democraticità dei procedimenti.

Per questo motivo, si è deciso di legare all’impiego delle primarie per la selezione delle candidature il rimborso (o meglio, parte di esso) per le spese elettorali che i partiti percepiscono, in modo da incentivare dinamiche virtuose ed evitare che lo Stato disperda importanti risorse qualora i singoli soggetti politici decidano di impiegare – com’è la quasi totalità dei casi in questa fase storica – metodi chiari, trasparenti e democratici di selezione.

La proposta di legge è composta da tre articoli.

L’articolo 1 illustra la possibilità per i partiti politici di prevedere primarie di partito per la selezione dei candidati alle elezioni politiche e i tempi entro i quali questo deve avvenire.

L’articolo 2 introduce la sanzione del dimezzamento dei contributi ai partiti che decidono di non far ricorso alle primarie, al fine di promuoverne l’impiego.

L’articolo 3, infine, contiene i criteri minimi a cui le primarie debbono rispondere perché ne sia riconosciuta la validità ai fini del rimborso, dando la possibilità ai partiti sia di adottare procedure ristrette ai propri iscritti sia di ampliarle ai propri elettori e impegna i Comuni a prestare il supporto amministrativo necessario riconoscendo il valore positivo della procedura delle primarie .

Per i motivi suesposti si auspica un esame in tempi rapidi della presente proposta di legge.

PROPOSTA DI LEGGE

Articolo 1

(Disciplina di primarie di partito per la selezione dei candidati alle elezioni alla Camera dei deputati e del Senato della Repubblica)

  1. Per la designazione dei candidati alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica i partiti politici possono promuovere elezioni primarie a scrutinio segreto da svolgere almeno quattro mesi prima della data di scadenza del termine per la presentazione delle candidature per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. In caso di scioglimento anticipato delle Camere il termine e` ridotto a quarantacinque giorni.

Articolo 2

(Primarie e rimborso elettorale)

  1. Per i partiti politici che non impiegano le procedure di cui alla presente legge per la selezione dei rispettivi candidati alle elezioni per il rinnovo del Parlamento, il rimborso delle spese elettorali calcolato rispetto ai voti validi ottenuti cui avrebbero diritto ai sensi della legislazione vigente in materia viene dimezzato.
  2. I partiti politici che decidono di svolgere elezioni primarie devono fornire documentazione relativa all’avvenuta effettuazione delle medesime e alla corrispondenza tra i risultati delle primarie e l’ordine di lista, nel rispetto delle disposizioni relative alla successione di genere nella lista previste dall’articolo 18-bis, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 e successive modificazioni.

Articolo 3

(Svolgimento delle elezioni primarie)

  1. Le primarie si svolgono sulla base di un regolamento predisposto da ciascun partito secondo le modalità previste nello statuto del soggetto politico medesimo, che deve essere depositato presso il Ministero dell’Interno entro sei mesi dalla data di scadenza naturale della Legislatura. Tale termine si riduce a due mesi in caso di scioglimento anticipato delle Camere.
  2. Ai fini del rimborso elettorale sono considerate valide le primarie cui partecipino gli iscritti del partito che risultino iscritti nelle liste elettorali delle circoscrizioni in cui si svolgono le elezioni, ovvero le primarie cui possano partecipare anche gli elettori che entro i sette giorni antecedenti lo svolgimento delle primarie medesime si siano iscritti ad appositi albi formati sulla base di dichiarazioni volontarie di appartenenza dell’elettorale al soggetto politico rilasciate dai singoli elettori, nel rispetto della legge n. 675 del 31 dicembre 1996.
  3. Gli Uffici elettorali dei comuni tengono gli albi o controllano le liste di cui al comma 2 del presente articolo, segnalando al Ministero dell’Interno eventuali casi di iscrizione ad altra o altre liste di partiti concorrenti alla medesima prevista consultazione. In caso di presenza di un medesimo nominativo nelle liste o negli albi di cui al comma 2, lo stesso viene espunto da ogni lista entro il giorno di inizio previsto per lo svolgimento delle primarie medesime, a pena di invalidazione delle consultazioni per ambedue i soggetti interessati, con gli effetti di cui all’articolo 2 della presente legge.
  4. Le elezioni primarie si svolgono nella data prescelta dai partiti interessati, secondo le modalità e nei termini previsti dal presente articolo, dalle ore 8 alle ore 20 di una domenica rientrante nel periodo previsto dall’articolo 1 della presente legge.
  5. I Comuni forniscono i locali e la dotazione strumentale e di personale atti allo svolgimento delle elezioni primarie secondo quanto disposto da apposito regolamento del Ministro dell’Interno, da emanarsi entro due mesi dall’entrata in vigore della presente legge.
  6. Il regolamento di cui al comma 5 del presente articolo, a garanzia di parità di accesso allo svolgimento di elezioni primarie da parte di tutti i partiti politici che intendano promuoverle, indica anche le modalità di partecipazione alle spese sostenute dalla amministrazione pubblica da parte dei partiti politici promotori delle elezioni primarie medesime.
  7. Il Ministro dell’Interno, al fine di consentire libere consultazioni primarie, è autorizzato a predisporre, con decreto da emanarsi di concerto con il Ministro dell’economia e finanze, un apposito fondo finalizzato alla copertura delle spese sostenute dai Comuni e dalla pubblica amministrazione, detratte le spese a carico dei promotori determinate dal comma 6 del presente articolo.
  8. Gli eventuali risparmi, derivanti dalle minori spese previste per rimborsi elettorali in osservanza dell’ articolo 2 della presente legge sono destinati a incrementare la dotazione di bilancio relativa al sostegno del volontariato, delle associazioni di promozione sociale e delle fondazioni e associazioni riconosciute, al finanziamento della ricerca scientifica e delle università, della ricerca sanitaria,delle attività sociali, nonché al sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI, come previsto dalla legge 13 dicembre 2010 n. 220 e successive modificazioni, recante la destinazione di una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.