La città ha voglia di Oval “Va restituito al ghiaccio”

Oscar Serra – LaStampa

«Restituire l’Oval ai velocisti del ghiaccio». A chiederlo è il parlamentare Stefano Esposito, che da tempo auspica un rilancio delle strutture post olimpiche di montagna e ora ha deciso di accendere i riflettori anche su quelli della città. «Da cinque anni ci sono 40 milioni di euro bloccati a Roma dall’Agenzia Torino 2006 che potrebbero essere utilizzati per rilanciare queste strutture ed evitare suggestioni su progetti, come quello di una nuova pista all’ex Moi di via Giordano Bruno, che non hanno alcun senso», attacca ancora il deputato.

L’Oval, che durante i Giochi del 2006 fu teatro di imprese storiche firmate da Enrico Fabris e della nazionale azzurra di velocità, è l’unica pista lunga al coperto esistente in Italia e uno dei più moderni impianti a livello europeo e mondiale per questa disciplina. Di qui la proposta di inserirlo nel progetto «Coverciano della neve» (e del ghiaccio), per elevarlo a centro federale e promuovere al suo interno stage, allenamenti ed eventi per rilanciarne la vocazione sportiva e permettere anche ai pattinatori torinesi di utilizzarlo, almeno in determinati periodi dell’anno. «Entro l’anno voglio da Roma risposte formali – spiega in proposito Alberto Cirio, l’assessore regionale allo Sport -, altrimenti valuterò la possibilità di smantellare alcuni impianti olimpici oggi inutilizzati e abbandonati all’incuria». Ad aprile chiederà al presidente del Coni Gianni Petrucci di scommettere sulle strutture torinesi, attraverso le proprie federazioni. «Contestualmente – prosegue Cirio – sarà necessario sbloccare i fondi del Post Olimpico fermi a Roma da cinque anni».

A focalizzare nuovamente l’attenzione sull’Oval è anche il presidente regionale della Federazione sport ghiaccio, Marco Bellion: «Abbiamo un campione italiano Junior di pista lunga, come Matteo Cotza, costretto ad allenarsi su una pista da short track, perché questo impianto è inspiegabilmente off-limits per i nostri atleti. Ci sono dei costi da ammortizzare, certo, ma anche delle proposte per rendere sostenibile l’apertura di questo impianto».

Oggi l’Oval è gestito dalla società francese Gl Events e viene utilizzato quasi esclusivamente per ospitare eventi fieristici, come il Salone del libro e Terra Madre: il ghiaccio è ormai sciolto da tempo. «Noi non chiudiamo le porte in faccia a nessuno – precisa il direttore del centro fieristico del Lingotto Andrea Varnier – chiediamo un progetto sul medio e lungo periodo, che finora non abbiamo visto, e la copertura economica dei costi di gestione che non possiamo accollarci noi».