La Tav riaccende lo scontro nel Pd

MARIACHIARA GIACOSA – Repubblica
Basta una lettera a far scoppiare l´ennesima polemica tra il presidente della Comunità montana Sandro Plano e il suo partito. La miccia questa volta è il progetto preliminare della tratta da Chiusa San Michele a Torino «presentato in una sede di partito», scrive Plano in una lettera indirizzata al Prefetto Di Pace, «prima che ai sindaci dei territori interessati». Il «colpevole» è Paolo Foietta, iscritto al Partito democratico e membro dell´Osservatorio, che avrebbe illustrato il progetto in una riunione del Pd ad Avigliana. È quanto basta per scatenare il fuoco di fila e riaprire la polemica tutta interna al partito sul ruolo di Plano e la sua «coesione» con il fronte No tav. «Per parlare di Torino-Lione – spiega Foietta – ho attinto a materiale noto da mesi: il piano della Provincia, i documenti discussi in Osservatorio». Foietta non usa mezzi termini e parla di «epidemia letale che in valle di Susa ha colpito il buon senso e punta tutto sul pensiero unico». La riunione di Avigliana, a dire di Foietta, è andata bene: «Forse dà fastidio che qualcuno porti avanti una posizione diversa. Io non accetto la censura: il Pd spieghi se ha torto Foietta o Plano?». Duro anche il segretario provinciale Paola Bragantini: «Nel nostro partito il dibattito è libero, se Plano può dire di essere contrario alla Tav a maggior ragione Foietta è libero di sostenere in pubblico la sua tesi, che è peraltro coerente con quella del partito. La lettera al prefetto è un atto grave e fuori luogo: la libertà di pensiero tutela Plano, non si metta a dar pagelle». È un assist al centrodestra che da mesi porta avanti la sua battaglia per la delegittimazione del leader della Comunità montana. «Plano – sostiene l´assessore regionale Bonino – usa in modo improprio la sua carica come cassa di risonanza dei No tav». Le fa eco il collega di partito Agostino Ghiglia che ne chiede la revoca della carica.