Archive for aprile 2011


Post-Olimpico, un mese di vita. Servono 40 milioni di euro

aprile 30th, 2011 — 2:31pm

torinocronaca

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“UNA MOZIONE PARLAMENTARE PER SALVARE GLI IMPIANTI DI MONTAGNA”.

aprile 29th, 2011 — 12:37pm

Una Mozione parlamentare per mettere a disposizione degli impianti olimpici di montagna i soldi necessari a scongiurare il loro progressivo abbandono: questo quanto annunciato dai Parlamentari del PD On. Stefano ESPOSITO e On. Giorgio MERLO. “Bisogna destinare immediatamente ai siti postolimpici i 40 milioni avanzati dalle Olimpiadi invernali del 2006 che giacciono inutilizzati su un conto corrente e che rischiano di venire dirottati altrove, ovvero alla candidatura olimpica di Roma. E’ un rischio molto concreto. Questi soldi devono essere dati alla Regione affinché li metta a disposizione dei Comuni con l’obiettivo di sfruttare al meglio l’eredità olimpica ed evitare la chiusura degli impianti di montagna. La Regione aveva presentato il progetto della ‘Coverciano della neve’, dopodiché è sceso il completo silenzio e dal Presidente Cota non abbiamo sentito più una sola parola. Le responsabilità della Regione sono evidenti. La mancanza di una iniziativa politica per ottenere fondi e stanziamenti rischia di gettare nell’abbandono le strutture olimpiche e di impoverire la stessa offerta turistica. Per questo auspichiamo che la Mozione venga sottoscritta dai parlamentari di tutti gli schieramenti. Purtroppo si sta facendo davvero tutto il possibile per destrutturare il sistema postolimpico e far fuggire i soci americani. E ogni giorno assistiamo a una nuova indagine giudiziaria…”
Secondo il Sindaco di Pragelato Giovanni Arolfo la “situazione è drammatica e constatiamo da tempo una incapacità totale di governo del postolimpico. Gli impianti sono abbandonati al degrado. Quello di Pragelato, per esempio, necessiterebbe di una rete di protezione per impedire lo scivolamento del manto nevoso, ma tutte le richieste in tal senso sono cadute nel vuoto”.

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Sulla Tav l’aut aut di Settimo

aprile 29th, 2011 — 8:07am

Alessandro Mondo – LaStampa
Sì alla Torino-Lione, ma non a scatola chiusa. A cinque giorni dal vertice a Palazzo Chigi, convocato martedì prossimo, un’altra ombra si agita sul fronte sempre in fermento della Tav.

Il nuovo problema nasce a Settimo Torinese, dove il sindaco Aldo Corgiat lancia un aut aut alla Regione, alla Provincia e all’Osservatorio guidato da Mario Virano: o le esigenze sollevate dall’amministrazione (l’ultima volta mercoledì, in Prefettura) otterranno risposta, oppure i fautori della Torino-Lione si troveranno un altro bastone tra le ruote. Di quelli robusti.

La richiesta-principe riguarda l’interramento dei circa due chilometri della linea storica Torino-Milano che attraversa il comune: malcontati, sono 150 milioni. Il medesimo comune dove, per la precisione, corre anche la tratta ad alta velocità della Torino-Milano e in prospettiva la Tav. Tre linee, tutte in superficie, nello stesso territorio: impensabile, secondo Corgiat.

Un modo per alzare la posta in vista del summit romano? Chi conosce il coriaceo primo cittadino giura di no. Non a caso, nella sua agenda si sono già materializzati due appuntamenti con Antonio Saitta e Barbara Bonino, vale a dire Provincia e Regione, entrambi previsti domani. Non a caso Stefano Esposito, deputato Pd, invita a non sottovalutare questa partita: «Conosco la disponibilità di Corgiat verso la Tav ma anche i problemi legati a un’infrastrutturazione pesante del suo territorio. Invito tutti a non produrre una frattura nel rapporto positivo con Settimo su un percorso ormai al buono. Va trattato come gli altri nodi». Segue una postilla, squisitamente politica: «Non vorrei che Settimo, solo perchè guidato dal centrosinistra, fosse discriminato rispetto a due comuni amministrati dal centrodestra».

Nel dubbio, Corgiat ribadisce il concetto: «Chiediamo l’interramento della linea storica per Milano, il che presuppone uno studio di fattibilità da parte di Rfi, e che Settimo venga considerato a tutti gli effetti un nodo strategico: come Susa, dov’è prevista la stazione internazionale, e Orbassano, dove sarà valorizzato lo snodo per le merci all’Interporto. Finora abbiamo ricevuto solo rassicurazioni». Segue l’avvertimento: «In assenza di un impegno forte di Regione e Provincia al tavolo di Palazzo Chigi, e di uno studio di fattibilità, potremmo riconsiderare la nostra posizione: dalla localizzazione dei cantieri a percorsi alternativi per la Tav».

L’uscita è tanto più singolare se si considera che Settimo, dove inizierà la tratta italiana del super-treno, è da sempre ascrivibile ai comuni Sì-Tav, che rappresenta uno degli snodi strategici della linea nell’area metropolitana e che sarà tra i primi comuni ad essere interessato dai mega-cantieri. A maggior ragione, se prevarrà l’ipotesi del «progetto low-cost», la soluzione che prevede di dare la priorità nei lavori al nodo di Torino e al tunnel di base.

Insomma: uno stop nel quadrante dell’area metropolitana è un lusso che i fautori della Torino-Lione, sempre in bilico, non possono permettersi. A proposito di Rfi, quindi di Ferrovie, ieri l’ad Mauro Moretti, da Venezia, ha detto che «il problema più grande, il numero uno in Italia, è il completamento della Tav Milano-Venezia».

Immediate le repliche a Corgiat. «In questi anni Settimo ha dato molto, le sue richieste vanno riconosciute – risponde Mario Virano, presidente dell’Osservatorio -. Il problema è che la delega degli esponenti di Rfi al nostro tavolo si limita alla Tav, l’interramento della linea storica per Milano esula dal loro mandato. O lo si amplia, oppure bisognerà istituire una sessione parallela». Di rigore, secondo Virano, lo studio di fattibilità per preventivare i costi dell’intervento e ragionare su dati affidabili. Ne conviene Paolo Foietta: «E’ una delle proposte che la Provincia avanzerà al tavolo di Palazzo Chigi. Certo è che Settimo, Susa e Orbassano hanno pari dignità». D’accordo anche Saitta: «Occorre aprire una negoziazione con le Ferrovie per definire tempi, costi e modalità dell’interramento della linea per Milano». Partita aperta.

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La sicurezza della pista di bob finisce nel mirino della procura

aprile 29th, 2011 — 7:05am

FABIO TANZILLI -Repubblica
La Procura di Torino sta indagando sulla sicurezza e la gestione della pista di bob di Cesana, realizzata per i Giochi 2006. Da febbraio, infatti, l´impianto costato 107 milioni è chiuso al pubblico, dopo soli cinque anni di attività. Il sostituto procuratore Padalino ha già convocato a Torino il sindaco di Cesana Colomb e due addetti della Parcolimpico srl, società a maggioranza privata (il 70 % appartiene a Live Nation, mentre il 30 % a Regione, Provincia e Città di Torino) che si occupa della gestione dei siti 2006. In particolare ha interrogato il cesanese Casu, attualmente incaricato alla sorveglianza della pista, e Alberto Pairetto – responsabile dei siti per la Parcolimpico. Ad oggi non ci sono ancora ipotesi di reato. Ma le perplessità del pm sono importanti, e riguardano proprio il sistema di sicurezza della pista, contenente 48 tonnellate di ammoniaca.
Secondo indiscrezioni, in queste settimane Padalino, coadiuvato dal maresciallo della Finanza Dicorato, ha più volte visitato la pista e fatto ispezionare l´edificio tecnico. Ad oggi infatti il sito di gara non è sorvegliato sul posto, ma soltanto tramite un sistema di telecamere a distanza, i cui schermi sono posizionati nell´abitazione di Casu. In caso di allarme, è attivo un sistema di trasmissione tramite cellulare Gsm ricaricabile. «Siamo disponibili a fornire informazioni alla procura – dicono serenamente Casu e Pairetto – hanno tutto il diritto di fare indagini. Nei colloqui, abbiamo ribadito l´assoluta sicurezza all´interno della pista di bob».
Ci sono perplessità anche sul futuro della pista, se la Regione non farà decollare il progetto “Coverciano della Neve” di cui tanto si è parlato, ma che a oggi non ha nulla di concreto. Di soldi da Roma non se ne vedono, ed entro giugno la Parcolimpico ha già fatto sapere che svuoterà il deposito di ammoniaca, chiudendo definitivamente l´impianto di Cesana. Con tale prospettiva, le ipotesi sono varie: la cessione futura “a noleggio” (come già avvenuto con il trampolino di Pragelato) di attrezzature dell´impianto a chi sta costruendo la pista di bob per le Olimpiadi di Sochi 2014 in Russia (dentro c´è anche la cooperativa Orion, che già ha realizzato l´impianto di Cesana).
Oppure il possibile smantellamento dell´opera, offrendo così una nuova area edificabile a Sansicario. «E´ una situazione assurda – accusa l´ex sindaco Serra, che da sempre denuncia i problemi del postolimpico – ad Albertville, in Francia, la pista di bob del 1992 è ancora funzionante, e qui la fanno chiudere dopo 5 anni. Ma dove sono ora i vari politici di destra e sinistra che cinque anni fa tagliavano i nastri e stavano in prima fila in tribuna? Anche il Comune deve alzare la voce». Intanto, proprio oggi il Pd tiene una conferenza sul tema: “Coverciano della neve? Dalla Regione Piemonte cala il silenzio”.

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Mozione presentata sulla situazione in Libia

aprile 28th, 2011 — 3:20pm

La Camera,
richiamata la risoluzione 6/00072 approvata il 24 marzo 2011 dalla Camera dei Deputati;
preso atto delle comunicazioni rese dal Governo alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato in data 27 aprile 2011;
considerato il drammatico aggravarsi della situazione umanitaria in Libia, con particolare riguardo alle aree oggetto di pesanti e indiscriminati bombardamenti da parte delle truppe del colonnello Gheddafi, specie nell’area di Misurata e Zintan, dove si stanno consumando vere e proprie stragi di civili:-
impegna il Governo,
a continuare nell’adottare ogni iniziativa necessaria ad assicurare una concreta protezione dei civili, – in coerenza con le deliberazioni adottate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e le conseguenti deliberazioni del Parlamento Italiano – mantenendo altresì costantemente aggiornate le Camere sulla quotidiana evoluzione del contesto libico.

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LA COVERCIANO DELLA NEVE? DALLA REGIONE PIEMONTE CALA IL SILENZIO

aprile 28th, 2011 — 2:26pm

Venerdì 29 aprile 2011, alle ore 12.00, presso la sede del PD (Via San Francesco d’Assisi, 35), a Torino, conferenza stampa sul tema “La Coverciano della neve? Dalla Regione Piemonte cala il silenzio”.

Saranno presenti i Parlamentari piemontesi del PD On. Stefano ESPOSITO e On. Giorgio MERLO e i sindaci della Val Chisone e della Val Susa interessati dalle strutture olimpiche attualmente inutilizzate.

Le responsabilità della Regione sono evidenti. Ma dopo una promessa di impegno dell’assessore Cirio è calato un pesante silenzio. E la mancanza di una iniziativa politica per ottenere fondi e stanziamenti rischia di gettare nell’abbandono le strutture olimpiche e di impoverire la stessa offerta turistica.

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Concerto di Vasco, lettera a Toro e Lega

aprile 28th, 2011 — 8:15am

Diego Longhin – Repubblica

IL TOUR di Vasco non salterà la tappa torinese. Dopo le polemiche degli ultimi mesi e l´appello del deputato Stefano Esposito ai candidati sindaco, il Comune ha deciso di scrivere una lettera al Torino e alla Lega Calcio per chiedere che l´Olimpico non ospiti gare nel weekend del 3 e 4 settembre.

La Set Up e Live Nation hanno infatti modificato la richiesta di disponibilità dell´ex-Comunale: non dal 21 al 28 agosto, ma dal 29 agosto al 4 settembre. Uno slittamento che permette un incastro quasi perfetto. Lo stadio potrebbe ospitare le gare di Toro e Juve a fine agosto, mentre nella prima settimana di settembre, causa partita della nazionale, il campionato di A verrebbe comunque sospeso. Rimane l´incognita della serie B, ma basterebbe mettere a punto un calendario che preveda una partita fuori casa per il Toro per risolvere il rebus. «Noi vogliamo dare lo stadio, se riceveremo una risposta positiva non abbiamo nessun problema», sottolinea l´assessore allo Sport, Beppe Sbriglio che firmerà la lettera insieme con l´assessore al Turismo della Regione, Alberto Cirio.

Rimane un altro aspetto, legato all´impianto e alla società che lo gestisce, la Semana, preoccupata dagli eventuali danni al manto erboso. La Set Up di Giulio Muttoni rassicura: il palco sarà montato fuori dal campo, sulla pista, mentre per il prato sarà usato uno speciale pavimento mobile, alto venti centimetri: «Il manto non sarà toccato». La riapertura della pratica Vasco a Torino preoccupa Udine, che aveva già detto sì a Live Nation, e ora sarebbe pronta a un´offerta economica per mantenere il concerto.

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Virano: “Il supertreno porterà vantaggi in Valsusa”

aprile 26th, 2011 — 12:30pm

PAOLO GRISERI – Repubblica

Alle preoccupazioni della val di Susa c’è una risposta. O almeno per le principali critiche sollevate domenica su “Repubblica” dal leader dei No Tav, Alberto Perino, Mario Virano ha una replica: “Alcune critiche, a mio avviso, sono infondate, e provo a spiegare perché. Altre non possono riguardare la ferrovia”, dice il presidente dell’Osservatorio alla vigilia di quello che tutti considerano un passaggio decisivo per la Torino-Lione, l’avvio del cantiere a Chiomonte.Architetto Virano, il primo problema è quello dell’utilità: se tra Torino e Bardonecchia passano oggi 21 treni merci al giorno, meno di quanti ne passavano negli anni Settanta, ci spiega a che cosa serve fare una nuova ferrovia?

“E’ vero che oggi passano 21 treni merci al giorno, ma c’è un motivo. Da cinque anni si sta lavorando per abbassare il livello dei binari sotto la galleria del Frejus in modo da consentire il passaggio dei carri con i container. A differenza del passato, oggi gran parte delle merci viaggia in container e la sagoma della vecchia galleria era troppo piccola. In questi mesi i merci viaggiano a senso alternato sotto la galleria perché c’è il cantiere. Quest’estate i lavori finiranno e progressivamente torneremo ai 140 treni giornalieri di una volta”.

E’ vero che si raddoppierà il tunnel autostradale del Frejus? E se sì, che senso ha aumentare il numero dei tir se si vogliono trasferire le merci su ferrovia?

“Sto ai fatti. I fatti dicono che la galleria in costruzione a fianco dell’attuale tunnel stradale del Frejus è una galleria di servizio. So anch’io che potrebbe essere utilizzata come seconda canna della galleria stradale ma anche in quel caso questo non farebbe aumentare il numero dei Tir. Che il traffico si svolga dentro una sola galleria o in due, non fa differenza: la sua intensità dipende dalla cadenza. E in base alle norme di sicurezza oggi in vigore ci sarà sempre un Tir ogni 150 metri per ogni senso di marcia”.

Dove finirà la terra scavata per realizzare 60 chilometri di galleria?

“Il cinquanta per cento verrà riutilizzato nel cantiere e l’altra metà sarà messo sui treni e andrà lontano sia dalla valle di Susa, sia dalla valle della Maurienne”.

Lei è in grado di garantire che non si apriranno altri cantieri infiniti? In valle ci sono ancora vecchi macchinari dei cantieri dell’autostrada. Non le pare che in Italia ci sia una tradizione poco incoraggiante?

“Quel che ha fatto l’autostrada non può essere addossato sulle spalle della ferrovia. Chi critica ipotizzando tempi biblici a differenza di quanto accade, ad esempio, in Francia, deve sapere che la nuova società individuata per realizzare la tratta internazionale sarà una società italo francese con sede in Francia. Siccome l’80 per cento del tunnel di base è in territorio francese è assai probabile che i tempi siano dettati da Parigi. E per chi nutre dubbi sui tempi italiani, questo potrebbe essere un fatto positivo”.

Come mai nelle carte manca il progetto della recinzione del cantiere di Chiomonte? Ve lo siete dimenticati?

“Non ce lo siamo dimenticati. Abbiamo ritenuto saggio non rivelare in anticipo dove passerà la recinzione. So che questo non fa piacere al movimento No tav ma non ci si può chiedere di essere autolesionisti”.

Come mai l’appalto per il tunnel di Chiomonte è di 140 milioni e quello di Venaus era di 80? La Cmc di Ravenna avrà 60 milioni in più?

“I 140 milioni di Chiomonte comprendono diverse opere, non solo il tunnel geognostico. Salvo leggeri adeguamenti, il valore dell’appalto di Cmc è in linea con quello che la stessa ditta aveva vinto per Venaus”.

La questione di fondo è: che cosa ci guadagna la valle ad avere vent’anni di cantieri?

“Intanto i cantieri dureranno dieci anni”.

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Fassino: sul concerto di Vasco un accordo adesso è possibile

aprile 23rd, 2011 — 8:41am

SARA STRIPPOLI – Repubblica

«Stiamo facendo tutto il possibile perché Vasco Rossi venga con il suo concerto a Torino». Dopo l´appello riportato ieri da Repubblica, indirizzato direttamente al candidato sindaco del centrosinistra dall´onorevole Stefano Esposito, Piero Fassino ha passato il pomeriggio al telefono: «Sono anch´io un fan di Vasco Rossi, credo che la nostra città non possa perdere questa occasione». L´ex-ministro ha chiamato la Juve e il Torino, ha parlato con l´assessore comunale Giuseppe Sbriglio, ha sentito Giulio Muttoni, il responsabile di Set Up, la società che a Torino organizza i concerti di Live Nation. A fine serata, la matassa si è in parte srotolata: «Da tutti, società sportive e organizzatori, ho avuto la disponibilità su una mediazione che permetta di non perdere il concerto della rock star – racconta – Ipotizzare una data che metta d´accordo tutte le parti in campo è un obiettivo che si può centrare. Il management di Vasco Rossi è informato e sembra intenzionato a collaborare». Il problema, chiarisce Fassino «è che i calendari calcistici si fanno a metà luglio. Si tratta a questo punto di verificare anche con la Lega Calcio se è possibile tener conto delle esigenze della città affinché non si perda questa opportunità». La soluzione è ovviamente nelle mani dell´attuale giunta, precisa Fassino: «Il vicesindaco Tom Dealessandri e l´assessore comunale Sbriglio mi hanno assicurato che convocheranno un incontro con le società sportive e gli organizzatori al più presto, forse già la prossima settimana. Credo che mettendo tutti attorno ad un tavolo non si possa non arrivare ad una soluzione».

L´ampia offerta culturale che Torino ha saputo creare in questi anni dovrà essere ulteriormente potenziata, dice il candidato del centrosinistra: «I contenitori ci sono. Con l´entrata in funzione a regime del Nuovo Stadio della Juventus, lo Stadio Olimpico avrà maggiore agibilità. Anche il Palaisozaki ha dimostrato di poter ospitare eventi musicali importanti. C´è stata Shakira, hanno suonato i Subsonica. Il Regio poi è una splendida cornice come ha dimostrato il concerto di Ligabue. A questo punto si tratta soltanto di consolidare questa vocazione torinese».

Gruppi di fan che nascono su facebook chiedono a gran voce una soluzione, reazioni a catena dopo l´appello di Esposito. C´è un bel pezzo di Torino che si augura che la città non perda il concerto di Vasco. Al lavoro anche il candidato sindaco del centrodestra Michele Coppola, che delle baruffe fra città e organizzazione di eventi si è già occupato in passato. L´assessore regionale alla cultura critica l´amministrazione di Chiamparino e la gestione di Sbriglio: «Ho parlato con il patron di Live Nation Roberto De Luca e mi ha detto che Torino non è stata sempre disponibile ad andare incontro alle esigenze degli organizzatori. In questi mesi, d´altronde, abbiamo assistito a molteplici episodi di ottusità amministrativa che allontanano la nostra città dalle grandi occasioni: dal trattamento riservato a Mtv alla multa fatta agli U2». Se sarò sindaco, promette «Vasco Rossi verrà a Torino per il suo concerto». I consiglieri comunali e candidati nella lista del Pd Enzo Lavolta e Luca Cassiani insistono sostenendo che un po´ di buon senso la soluzione può essere trovata, mentre il consigliere regionale Pd Mauro Laus chiede che anche la Regione batta un colpo: «Anche se l´amministrazione regionale non ha competenza sugli stadi, invito l´assessore Cirio a fare la sua parte».
(s.str.)

22 comments » | proposta di legge

Vasco, recupero in extremis forse il concerto a settembre

aprile 22nd, 2011 — 8:27am

GINO LI VELI – Repubblica

«Sulla vicenda Vasco Rossi non può calare il silenzio. Un concerto dell´artista è un evento non solo dal punto di vista musicale ma anche da quello economico: solo per l´affitto dello stadio la città incassa circa 100 mila euro, a cui si devono aggiungere le rilevanti ricadute per bar, ristoranti, alberghi, taxi, come peraltro anche testimoniato dalla lettera del presidente di Federalberghi di qualche tempo fa. Torino non può permettersi il lusso di perdere questo concerto». Il parlamentare Pd, Stefano Esposito, anche come appassionato di musica, in una lettera aperta indirizzata alla città, a Juventus e Torino e ai loro tifosi, ai fan di Vasco Rossi, agli amministratori comunali e agli organizzatori di eventi, chiede di riaprire la vicenda, caduta nel dimenticatoio, in modo da assicurare a Torino il grande concerto d´estate, visto che a parte alcuni festival, non sono previsti concerti da grandi adunate come era stato lo scorso anno quello degli U2 (quasi certamente salterà l´appuntamento con gli eventi alla Reggia di Venaria). Un appello che Esposito rivolge anche a Piero Fassino «a colui, ne sono sicuro, sarà il nuovo sindaco della città: conosco la sua sensibilità per la musica. E altrettanto mi è nota la sua attenzione alle questione dell´interesse pubblico, soprattutto quando riguarda, come in questo caso, introiti per le casse comunali. Spero, quindi, che voglia far sentire la sua autorevole opinione su questa vicenda, affinché Torino, non perda l´evento del concerto di Vasco Rossi».

La questione dell´esibizione sotto la Mole del rocker di Zocca (che per i suoi show milanesi a San Siro ha già staccato 330 mila biglietti) promossa da Live Nation e Set Up si è incagliata sulla data, prevista, in un primo tempo, il 28 agosto all´Olimpico: giorno in cui lo stadio è impegnato per il campionato. L´assessore regionale al Turismo Alberto Cirio si era poi proposto come mediatore tra Comune e organizzatori, interessato in realtà ad accogliere Rossi e tutto il suo staff ad Alba per le prove del tour, ricevendo un “no, grazie” dal sindaco albese. Osserva Esposito: «Il rock e il calcio non sono affatto incompatibili e lo dimostrano i recenti concerti dello stesso Vasco a Udine o degli U2 a Roma. Esistono accorgimenti tecnici che consentono a uno stadio di ospitare un concerto e di far giocare una partita di calcio pochi giorni dopo. Non solo: se è vero che il 28 agosto inizia il campionato, è anche vero che segue la pausa per gli impegni della nazionale. Esistono tutte le condizioni per riaprire il dossier Vasco Rossi. Per questo lancio questo appello: si rompa il silenzio sulla vicenda e si eviti alla nostra città un nuovo fallimento (dopo la rinuncia alla finale di Eurolega) che può essere facilmente scongiurato attraverso una gestione attenta ed elastica che affronti i non insormontabili ostacoli». Tra l´altro, se la data del concerto venisse spostata a settembre, potrebbero addirittura essere due i concerti torinesi. Dice Esposito: «Ma biosgna fare in fretta. tante altre città sono in attesa per ospitare Vasco, offrendo anche gli impianti gratis»

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