Il Piemonte che produce “La Tav deve partire”

MARIACHIARA GIACOSA – repubblica
Scendono in campo gli imprenditori per dire no ai «No tav». A giocare con le parole è la numero uno di Confindustria Piemonte, Mariella Enoc, che ieri, insieme con i rappresentanti di tutte le 13 categorie economiche regionali, ha incontrato il Prefetto di Torino Alberto di Pace, il commissario Mario Virano e i vertici di Ltf, la società che ha progettato l´opera, e di Traspadana.
Un fronte comune «agguerrito» e operativo, che raccoglie, industriali, grandi e piccoli, agricoltori, commercianti e cooperative. Se l´Europa infatti sembra concedere tempo, l´industria piemontese non ne ha più: «la Tav serve al territorio e deve partire». Un ennesimo appello da cui, ha dichiarato la Enoc le associazioni escono però rincuorate: «Siamo compatti e tutti d´accordo: rappresentiamo le imprese, anche quelle delle valle perché siamo stati eletti, e ora faremo una campagna a tappeto». Affissioni di manifesti nei paesi della Valle di Susa, proprio come fanno i No Tav. «L´informazione in valle è fatta di condizionamenti e passaparola: non c´è un clima di libertà – spiega Enoc – Noi parleremo con tutti: stiamo intervistando i nostri associati, poi li incontreremo sul territorio; vogliamo parlare con i medici, perché non è vero che la Tav porterà danni alla salute, con i parroci, con le famiglie». La famosa controinformazione di cui si parla da anni e che non è mai partita, ma che ora a poche settimane dall´avvio dei cantieri alla Maddalena appare un antidoto indispensabile all´opposizione di massa. «Sappiamo che abbiamo davanti giorni difficili, perché il cantiere porterà tensione – aggiunge Enoc – ma oggi abbiamo avuto conferma dal Prefetto che c´è impegno e determinazione a partire. E noi siamo pronti a fare la nostra parte». Per questo nelle prossime settimane Confindustria riconvocherà i parlamentari per chiedere conto degli impegni presi a settembre e, insieme ai «colleghi» delle altre categorie, ha dato la disponibilità a lavorare a modelli sperimentali di coinvolgimento delle aziende locali nei cantieri del tunnel della Maddalena.
Il primo via libera già la prossima settimana, quando, ostruzionismo permettendo, il consiglio regionale dovrebbe approvare la nuova legge che punta a ingaggiare le imprese locali nei lavori, ma anche nell´accoglienza e nella ristorazione degli operai. Uno strumento fondamentale e innovativo, secondo Confapi e Ance, in grado mettere a disposizione della manodopera locale gli appalti per le opere minori.
Proprio mentre gli industriali si mobilitano dalla valle di Susa arriva l´«avvertimento» del movimento No Tav a artigiani e imprenditori a «lasciar perdere la chimera del tav» perché «non si realizzerà mai». Manifesti, volantini e lettere mirate alle aziende del settore con un messaggio chiaro: «Credere che la propria impresa artigiana, il proprio albergo o ristorante possano trarre beneficio dalla realizzazione dell´opera è il modo migliore – sostengono i movimenti – per metterli a rischio fallimento».